domenica 22 Settembre 2019

Roma, il mammut che lotta contro la pizzeria nel Parco

Roma, il mammut che lotta contro la pizzeria nel Parco

Roma, all’inaugurazione di un murale di Jerico, il forum per il Parco di Aguzzano consegna alla sindaca Raggi una proposta per il futuro del Casale Alba1

di Natalie F. Zaccari

Un murale abbatte i muri tra il passato e il presente e apre un varco alla partecipazione. Inaugurato oggi nel quartiere di Rebibbia, “Riflessi”, un’opera artistica dove viene rappresentato il percorso della storia di un territorio ricco di giacimenti da preservare. Così il museo sull’antico fiume apre un percorso di partecipazione attiva e permanente, tutto da guadare ed ampliare. L’arrivo, per l’occasione, della sindaca Raggi in questo scorcio di periferia nord-est, è stata l’occasione per rilanciare, da parte del Forum per la Tutela del Parco di Aguzzano, la battaglia contro la mercificazione e la cementificazione. Poche e semplici le richieste: istituzione di un tavolo permanente tra istituzioni competenti e territorio, valutazione della proposta del polo museale-didattico. Uno dei 5 casali storici del Parco di Regionale Urbano, infatti, rischia di diventare una pizzeria. Il Piano d’Attuazione del Parco, punto fermo a tutela di quest’area verde, prescrive però, la destinazione d’uso dei casali: attività socio-culturali rivolte agli abitanti dei quartieri limitrofi. Con la delibera n.21-2018 la Giunta Municipale ha invece stabilito, senza consultare né l’ente gestore Roma Natura né la Regione, di mettere a bando la concessione per il Casale Alba 1 con attività private a tema “food” focalizzate sulla pizza, violando i vincoli posti dalla Legge istitutiva del Parco e dal Piano d’Attuazione, e ignorando la richiesta di percorso partecipato da parte del territorio.

Il murale di Jerico

La cronaca di una giornata particolare

“Il nostro museo speciale – Al Museo siamo andati e siamo rimasti affascinati”: così i bambini e le bambine dell’I.C. Palombini a Ponte Mammolo Rebibbia, periferia est di Roma, hanno aperto la giornata dedicata all’inaugurazione di “Riflessi”, un murale da poco ultimato che rappresenta l’ambientazione naturalistica pre-esistente alla struttura museale. “Riflessi” raffigura un visionario paesaggio preistorico del Pleistocene attraversato dallo scorrere di un fiume incessante e dei suoi riflessi che si propagano nel tempo, preannunciando le trasformazioni dei suoi scenari. Realizzato da Jerico nel dicembre scorso in soli venti giorni, il murale “scorre” lungo il muro perimetrale del Museo Casal de’ Pazzi, cingendolo e riflettendo, appunto, la sua storia. Lo street artist, durante la presentazione, che ha visto la partecipazione di oltre duecento persone, ha sottolineato l’importanza di preservare ciò che ha caratterizzato il nostro passato, di tornare a ricordare le origini dell’umanità, evitando di distruggere tutto ciò che è bello e che caratterizza la storia del territorio: «l’acqua è sinonimo di vita –  ha detto l’artista – riflette ciò che potrebbe esserci e che non c’è più. Attraverso l’arte è possibile mantenere vivo il ricordo. Cerco di parlare alla gente che necessita di poesia naturale e genuina». Il Museo, sorto sui resti del giacimento di un fiume, contiene i resti del gigantesco elefante antico, fossili di rinoceronti, ippopotami, cervi, daini, lupi, cinghiali e uccelli, oltre ad offrire diverse ed appassionanti ricostruzioni virtuali che permettono ai visitatori di attraversare ed “immergersi” nell’era pleistocenica. Lo scavo del giacimento, compiuto negli anni 80, ha infatti portato alla luce molti reperti geologici, paleontologici ed archeologici, dove è possibile ricostruire, attraverso la conoscenza e l’immaginazione, quello che era lo scenario preistorico di oltre duecentomila anni fa, composto da vulcani, immense faune e gruppi di cacciatori-raccoglitori.

Alla cerimonia era presente l’intero plesso scolastico Palombini, partecipe nella realizzazione dell’iniziativa. «Abbiamo realizzato tantissimi progetti con il museo nel corso di questi anni – spiega – la Dirigente scolastica del IC Palombini Silvia Romagnoli – abbiamo sempre puntato all’integrazione proponendo e realizzando insieme al museo percorsi interattivi fruibili dai ragazzi con disabilità. Il contributo delle maestre e delle insegnanti nella realizzazione di questa giornata, è stato fondamentale».

Il destino del Casale Alba1: il progetto dei comitati

L’opera di Jerico va ad implementare il lavoro fondamentale sul territorio svolto in sinergia con il museo Casal de pazzi, la scuola Palombini, il comitato di quartiere Mammut e gli abitanti, per favorire l’inclusione sociale, l’integrazione, la cultura e la partecipazione attiva della cittadinanza. Così la sindaca Raggi, presente all’inaugurazione, ha voluto ricordare che «è importante sentire che le cose pubbliche siano nostre. La cultura che arriva in periferia, è un ulteriore passo che lega i cittadini alla politica». A tal proposito i comitati per la tutela del parco di Aguzzano hanno presentato un progetto sul futuro, attualmente in bilico, del casale Alba1 che si trova all’interno del Parco regionale urbano di Aguzzano, sempre a Rebibbia, nello stesso quartiere dove è collocato il Museo pleistocenico. Il casale rischia infatti di essere trasformato in una pizzeria, un’attività di fatto privata all’interno di un’area pubblica e vincolata. I comitati, le associazioni e la cittadinanza, che sta costituendo un forum, ha elaborata una proposta altamente innovativa, necessaria per ampliare e dare continuità agli spazi culturali e di tutela del territorio e la sua storia. Il polo museale didattico multifunzionale nel Casale alba 1 risponderebbe infatti alla necessità di dare continuità ed ampliare le attività socio culturali in periferia, incrementando di conseguenza la partecipazione dei cittadini alle stesse.

Al termine della visita all’interno del museo da parte della Sindaca, è potuto finalmente intervenire il referente del Comitato di quartiere Mammut, ribadendo la necessità di continuare il percorso che in questi anni ha visto consolidare i rapporti tra le tante realtà territoriali, fino alla realizzazione del Museo nel 2015: «Ravvisiamo la necessità di ampliare i servizi e le opportunità che si sono create dal lavoro in rete e in sinergia tra la scuola, il museo e i comitati affinchè questa esperienza cresca sul territorio e ci sia la possibilità di realizzare progetti culturali sempre più diffusi e partecipati – ha affermato Mario C.  – abbiamo consegnato la proposta per la realizzazione di un polo didattico museale al Casale Alba 1 sia alla Sindaca sia all’assessore alla cultura Bergamo. Questo progetto permetterebbe una implementazione necessaria di servizi per la conservazione della storia del quartiere oltre ad un’ampia gamma di proposte didattiche e culturali di cui la periferia ha estremamente bisogno». La storia di Aguzzano è anche la storia di una comunità che si è battuta per la sua tutela, a partire dalla lotta per l’istituzione del Parco nel 1989, che ha strappato questo polmone verde alla cementificazione. Il Parco è, ancora oggi, tutelato dal basso dalle realtà territoriali, dagli abitanti e da chi lo frequenta ogni giorno.

Un museo che vuole crescere

La direttrice del Museo si è mostrata entusiasta per le ottime ricadute che sul territorio da quando il sito archeologico è divenuto un vero e proprio Museo innovativo ed interattivo, unico in tutta la zona. «Siamo felici che il museo funzioni molto bene e che veda la partecipazione delle scuole da tutta la città di Roma – spiega la Direttrice del museo Patrizia Gioia – speriamo in un possibile ampliamento. La mediazione con la scuola e i comitati è stata molto fruttuosa: anche il murale inaugurato oggi rappresenta un ulteriore segnale di apertura verso la cittadinanza. E’ importante essere aperti e presenti sul territorio: un posto chiuso rischia di apparire separato».

Anche i ragazzi del servizio civile, assegnati alla sede museale, sono entusiasti dell’impostazione metodologica all’interno dell’area, ravvisando la necessità di un ampliamento dove svolgere formazione, laboratori e tutte quelle attività complementari alla didattica museale che, per la carenza di spazi, non può essere pienamente realizzati. «Questo non è un museo statico ma interattivo; tutti possono comprendere cosa offre anche senza una conoscenza pregressa. I ragazzi che lo visitano sono coinvolti perché non si limitano ad osservare un reperto in maniera passiva, ma rivivono la sua storia, attraverso le molteplici attività interattive che il museo sperimenta e offre. Un museo aperto da poco è sempre in espansione” ha aggiunto “quindi sarebbe auspicabile ampliarlo ed inserirlo in un polo museale».

L’imponente “Mammut” segna, quindi, un altro passo gigante verso la partecipazione, rinnovando la necessità di riportare nelle periferie quelle opportunità troppo spesso negate e cancellate, sostituite da un sovraffollamento di esercizi commerciali. Il collettivo della classe terza A della scuola Palombini, adiacente al Museo, ha così concluso la sua filastrocca scritta per l’inaugurazione del murale, per il museo e per tutta la cittadinanza: “Tutti diversi, tutti speciali, ma sulla Terra siamo tutti uguali”, ricordandoci quanto abbiamo da imparare.

 

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