Caro Strada perché deleghi il governo invece di scendere in piazza?

Caro Strada perché deleghi il governo invece di scendere in piazza?

Lettera aperta a Gino Strada: delegare ai politici alimenta la passività, perché Emergency non lancia una vera campagna contro le banche armate?

di Giorgio Coluccia

Egregio Dottor Strada ho seguito ieri sera il suo intervento nella trasmissione “Piazza Pulita” ed ho sentito la necessità di scriverLe pubblicamente. Prima di tutto voglio ringraziarLa per quanto ha fatto sino ad ore per l’intera umanità, veramente un lavoro grandioso e meritevole di grande riconoscimento che Le è costato molto e si vede che è stanco e provato; ancora grazie.

Ho ascoltato con interesse il Suo intervento è mi ha fatto piacere il suo ricordo della battaglia contro le mine antiuomo, cito un bellissimo passaggio: “25 anni fa la campagna sulle mine antiuomo e quella campagna raggiunse l’obiettivo in due o tre mesi … incontrando i sindacati mi dissero: Il problema è il posto di lavoro, no io dissi,  non sono d’accordo per me il problema è prima smettere la produzione di armi che vanno a colpire i civili e poi organizzarsi per garantire un posto ai lavoratori… Un milione e mezzo di italiani manda una cartolina al presidente della repubblica chiedendo di fermare la produzione delle mine antiuomo. In seguito il parlamento votò a grande maggioranza una moratoria che fermava la produzione di mine antiuomo e poi il governo fece una legge che bloccava la produzione di questi ordigni…”

Lei ha citato una battaglia portata avanti da lavoratrici, lavoratori, studenti, e cittadini in genere che ha, quantomeno, indotto il Parlamento ad approvare la legge 374 del 1997 che ha bandito la produzione di mine antipersona in Italia. Una lotta mirata e dura e faticosa portata avanti anche da lavoratrici e lavoratori direttamente interessati basti pensare alla battaglia delle operaie della Valsella (una delle aziende produttrici di mine antipersona) alle quali, fra l’altro, è costata 18 mesi di cassa integrazione, ma delle quale le lavoratrici sono fiere e qui citiamo ad esempio quanto dichiarato da Franca Faita (ex operaia Valsella): «Come donna e come madre e sindacalista sono fiera della battaglia che ho fatto e la farei di nuovo. E prego anche voi di provare a fare lo stesso… Mine, bombe e armi che producono distruzione, non sono un investimento ma una pazzia che non dobbiamo più permettere».  Quindi una lotta di una parte consistente della popolazione italiana che ha prodotto un grande risultato e di cui Lei ed Emergency ne andate giustamente fieri. Si perché in quella fase la piccola ONG con la partecipazione di migliaia di volontari, simpatizzanti e fiancheggiatori diede un grande contributo alla lotta contro le armi.

Oggi invece Lei, e non Emergency, va in televisione e chiede che il governo apra gli occhi e faccia di sua spontanea volontà o, come dice il dottor Formigli, (il conduttore) ascoltando Lei e le inchieste della 7, faccia un decreto che mette in mora la produzione di armi da inviare all’Arabia Saudita come ha già fatto il governo tedesco (per questo vengono prodotte in Italia). Mi scusi ma la partecipazione delle/dei cittadine/i non è importante? Perché oggi Emergency oltre a chiedere il 5 per mille non chiede al “popolo” italiano di mobilitarsi per bloccare la produzione di quelle armi micidiali? Perché oggi si chiede al governo invece di coinvolgere i cittadini. Perché ora che Emergency non è più una piccola ONG non lancia una campagna mirata contro la produzione delle armi che vengono esportate nell’Arabia Saudita e contro le banche che permettono questo commercio? Già perché senza banche consenzienti questi affari non si fanno.

Egregio dottor Strada non crede che per fermare la crescita del fascismo in Italia e nel mondo bisogna rilanciare iniziative concrete contro la violenza? Non crede che chiedere e delegare ai politici sia un modo per alimentare la passività delle/dei cittadine/i?

Ed infine chiedo al dottor Formigli, conduttore della trasmissione, visto che Lei sostiene la lotta contro la violenza e il massacro di civili inermi, perché questo colloquio con il dottor Strada lo ha trasmesso alle 23,45 di sera? Quando ormai solo pochi indefessi ancora vogliono informarsi? Non sarebbe stato piu costruttivo e produttivo trasmetterlo all’inizio della trasmissione, alle 21,20?

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