Grecia, il virus infetta una democrazia già malata

Grecia, il virus infetta una democrazia già malata

Restiamo a casa inerti, senza soldi, senza paga, licenziati, isolati, terrorizzati, sottomessi. Corrispondenza dalla Grecia

da Tolemaida (Grecia), Alexis Liosàtos, traduzione di Claudio Feliziani

Restiamo a casa inerti, senza soldi, senza paga, licenziati, isolati, terrorizzati, sottomessi. Costretti a passare ore davanti a una televisione che ci bombarda con messaggi come “Stai a casa, non parlare con la gente, sei colpevole della diffusione del coronavirus”. La depressione è assicurata. Le due settimane sono diventate circa quattro – ed è probabile che questo periodo possa essere esteso considerevolmente. L’argomentazione è: coronavirus. Ma dove finisce l’ “argomento” e dove inizia la giustificazione? Una tale congiuntura avrebbe potuto nascere dai sogni più sfrenati dei padroni. Quante persone possono reggere, finanziariamente e psicologicamente? La situazione internazionale potrebbe anche essere vista come un esperimento di disciplina di massa, individualizzazione, annientamento economico e psicologico, “educazione” al cannibalismo su vasta scala.

No, non è una cospirazione globale la pandemia, è un rischio reale per la vita di milioni di persone. Sì, dobbiamo stare attenti ai nostri movimenti e ai nostri incontri. Ma è una situazione che è stata messa in forma politicamente dai governi, dal sistema, dai padroni, anche se ovviamente, perché anche loro hanno capito che la crisi durerà più a lungo di quanto pensassero, hanno cominciato a cercare di cambiare direzione…

Dunque, sono vietate le dimostrazioni, le riunioni, i raduni di più di 10 persone e per il divieto generale di traffico è vietato recarsi dal tuo amico, tuo fratello, la tua ragazza / ragazzo a meno che non viviate insieme. Gli amici sono vietati. Chiudi la bocca, piega la testa, entra in una quarantena mentale e spirituale. I segnali di un nuovo “crack” per il capitalismo mondiale erano iniziati prima del coronavirus e si erano addensati per bene. Quindi lo stato di emergenza può anche essere usato come “preparazione” per misure da imporre ai lavoratori e agli strati popolari, come prova e come mezzo di trasformazioni statali (ancora più) autoritarie. Alcuni governi possono adottare queste misure precauzionali per posizionarsi meglio nella battaglia contro i loro concorrenti quando il botto arriverà. Dopotutto, la tendenza autoritaria dei governi aveva preso forma da Trump e Bolsonaro a Johnson, Salvini, Orban …

Dopotutto, l’annuncio dei divieti di Mitsotakis non arriva come un fulmine a ciel sereno ma in armonia con i primi passi del governo: la presa di mira dell’università, della legge dell’asilo (1), di Exarchia, delle occupazioni, l’appoggio all’impunità e al revanscismo della polizia e la concessione della libertà di torturare e umiliare i cittadini, la repressione, l’isteria anti-turca e anti-immigrazione, il clima guerrafondaio e nazionalista, le sparatorie e l’annegamento di migranti, un disegno di legge per limitare le manifestazioni … La democrazia è quasi sparita. I funzionari dei governi europei parlano della possibilità che queste misure dureranno per mesi. Gli Stati controllano i cellulari e la mobilità dei cittadini, c’è una sorveglianza generale dei movimenti di ogni cittadino che per camminare oltre un isolato deve darne conto alla polizia. Tutto ciò può essere visto come una preparazione generale delle grandi e medie potenze del mondo contro l’escalation della concorrenza e conflitti ancora più intensi (forse persino militari) tra di loro, quindi devono prima prendere provvedimenti per regolare i conti con il “nemico interno”. Mettere la società “nel gesso” dei nostri tempi (2).

In Grecia, la popolazione era già diventata molto disciplinata riguardo alla sua autoreclusione / autorestrizione. Il governo ha inizialmente creato false notizie sull’affollamento ai caselli autostradali e sulle spiagge per imporre un divieto generale di circolazione, una misura giuridicamente incostituzionale. Non vi era alcuna ragione oggettiva per tale misura e, come hanno dimostrato altri paesi, questa misura non ha offerto nessun vantaggio. I cittadini stavano già uscendo quasi esclusivamente per fare acquisti o allenarsi, per vedere e aiutare (prendendo le distanze necessarie) la propria gente. Le poche eccezioni non hanno negato la regola.

La principale fonte di sovraffollamento sono rimaste le Chiese (3), che il governo ha avuto paura di chiudere completamente, imponendo solo alcune restrizioni. Alla fine è continuato il sovraffollamento nelle Chiese, diversi preti hanno sfidato le restrizioni e continuano a operare nel bel mezzo di un divieto di circolazione. In termini di efficacia, una chiusura generale delle Chiese sarebbe più efficace di un divieto generale al traffico. Poi ci sono campi di concentramento e carceri, dove centinaia e migliaia di persone sono ammassate in condizioni miserabili senza misure di protezione. Non abbiamo dubbi sul fatto che il governo non abbia alcun problema ad annientarle in una riedizione delle camere a gas. Lo ha dimostrato. Ma non pensano ai lavoratori locali che lavorano lì e diffondono il virus nelle loro società? Già ci sono denunce da parte di agenti di polizia che hanno di nuovo ricordato le misere condizioni di vita dei rifugiati!

Esistono già numerose denunce sul fatto che nei luoghi di lavoro non vengono mantenute misure di sicurezza e che i lavoratori siano affollati con distanze e in spazi molto ristretti. Come nel cantiere dell’Unità PPC 5 a Tolemaida, dove lavorano 2000 operai. Dal momento che il governo non vuole toccare il capitale e la Chiesa, che fino ad ora è stata la principale fonte di diffusione del virus, che cosa crede esattamente di ottenere vietando a un residente di andare a prendere il caffè dal suo vicino a pochi passi di distanza?

D’altra parte, si può vedere il panico negli occhi dei funzionari del governo. Avendo lasciato un sistema sanitario nazionale completamente disarmato e disorganizzato da una carenza di personale (45.000) e infrastrutture logistiche (Unità di terapia intensiva, mezzi di profilassi antisettica, ecc.), con la spesa sanitaria che rimane ai livelli più bassi dell’UE in percentuale del PIL. Un bollettino POEDIN (Sindacato dei lavoratori della Sanità) del novembre 2019 avvertiva che la Grecia era già completamente impreparata ad affrontare anche una semplice epidemia di influenza. Le analisi del primo giorno hanno riferito che i tassi di diffusione del virus si erano moltiplicati. L’altro ieri la Grecia era al 32 ° posto in tutto il mondo e ieri al 24 °! E hanno affermato che con questi tassi in 4-5 giorni il SSN sarebbe crollato. Questi sono stati citati per giustificare un divieto di circolazione. Ma è più che ovvio che questi tassi continueranno indipendentemente dal divieto. (Soprattutto se le Chiese continuano a funzionare!) Il traffico era già notevolmente limitato.

Non sarà quindi che, al di là di misure di autocontrollo ancora maggiori (che vengono messe in discussione fin dal primo giorno anche a livello istituzionale), il divieto di circolazione è principalmente volto a limitare le reazioni – e ancor più reazioni collettive di massa – a un uragano di contagi e morti nelle prossime settimane, che metteranno in evidenza le responsabilità del governo (e dei precedenti), e screditeranno il profilo di Mitsotakis (raffigurato in modo ridicolo come “profilo di leader robusto ed efficace” da tutti i media) addebitando un costo politico insopportabile alla “destra del Signore”? Penso di si.

Nei prossimi giorni e settimane i morti si moltiplicheranno. Già (dalla TV!) stanno iniziando a discutere della possibilità di diventare l’Italia. In Italia, una grande ondata di scioperi è scoppiata per costringere i padroni a rispettare le norme igieniche o addirittura a chiudere la produzione. Anche in Grecia ci sono già decine di migliaia di licenziamenti (40.000 a settimana fa) e oggi ha annunciato la riduzione dei salari del 50%! Ci sono anche centinaia di migliaia di lavoratori “in nero” che saranno colpiti duramente dal divieto di circolazione.

Ci sono centinaia di migliaia di lavoratori che non riceveranno 800 euro per due mesi né per vivere. Pagheremo l’affitto con 400 euro al mese? Bollette? Il supermercato? Costosi antisettici? Gli spostamenti? Qualche spesa sanitaria nel settore privato? Altri bisogni? Se i prezzi dovessero aumentare ancora per più prodotti? Per non parlare dei piccoli negozi per cui 800 euro non bastano né per coprire le spese né per l’elettricità. O pensano che abbiamo tutti migliaia di euro nascosti nei materassi e nelle banche?

È probabile che la matassa si imbroglierà ulteriormente nel prossimo futuro con le conseguenze negative di questo “blocco” sulla vita della classe operaia e della parte della società più povera. Ed è anche probabile che proteste e mobilitazioni di vario tipo saranno dirette contro il governo da parte di persone che rivendicano almeno un modo per sopravvivere. E ancora è probabile che questo sia ciò che il governo sta cercando di prevenire – mentre di sicuro ne creano le condizioni. E se un simile tentativo di infrangere il divieto dovesse arrivare dai lavoratori e dai ceti impoveriti, cosa farà la sinistra? Continuerà a sollecitare il rispetto per il divieto (di fatto cadendo in confusione e giustificando Mitsotakis), agitando il dito verso i poveri e gli affamati spiegando quanto sono irresponsabili o si metterà dalla parte dei dannati della terra? Io mi schiero per la seconda ipotesi.

da RedTopia.gr

  • 1 Come una delle sue prime azioni il governo Mitsotakis si è dato a un regolamento di conti storico con l’abolizione della legge chiamata „Àsilo“ che impediva all’esercito e alla polizia di intervenire in Università e scuole. La legge era stata una delle prime dopo l’uscita dalla dittatura nel 1974 ed era seguita al massacro di studenti del Politecnico di Atene del 17 Novembre 1973 perpetrato dalla Giunta militare. In questo modo il governo Mitsotakis non ha lasciato dubbi sulla tradizione a cui si ispira.
  • 2 Qui per evidenziare quello di cui appena sopra Alexis decide di mettere un riferimento storico alla dichiarazione di insediamento della Giunta Militare nel 1967: „metteremo il gesso alla società greca“.
  • 3 Il sinodo della Chiesa Ortodossa dichiara che il virus non si trasmette con l’eucarestia durante la santa messa!

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