19.7 C
Rome
sabato 18 Maggio 2024
19.7 C
Rome
sabato 18 Maggio 2024
Homepadrini & padroniCovid19, che fine hanno fatto gli open data delle Regioni?

Covid19, che fine hanno fatto gli open data delle Regioni?

Da Trasparency International Italia un appello alle Regioni a rendere disponibili tutti i dati sui tamponi effettuati in formato machine readable “perché la trasparenza è alla base di una buona informazione”

Dati che vengono, dati che vanno. E che spariscono. Covid 19 è anche questo. A denunciarlo, in un comunicato stampa rivolto ai presidenti delle regioni, è Trasparency International Italia. Come ricorda l’organizzazione, che si occupa della lotta alla corruzione a livello globale, lo scorso 18 aprile Infodata de il Sole ha pubblicato un articolo con i dati disaggregati sui tamponi effettuati in Lombardia, attraverso i quali è stato possibile disegnare un identikit di chi ha contratto il virus nella Regione d’Italia più duramente colpita dalla Pandemia. Poi i dati sono “spariti”, o meglio da disponibili a tutti, ovvero open, sono stati chiusi, mentre quelli in possesso dell’Istituto Superiore di sanità sono tuttora disponibili.

Un atteggiamento quanto meno strano. Soprattutto, se si considera che, nelle scorse settimane, il tira e molla con il Governo sulla questione della gestione centralizzata della crisi, tamponi inclusi, che la Lombardia, insieme ad altre regioni del nord, ha gestito a modo suo e, spesso, al di fuori dei criteri prescritti da Roma. Il risultato lo abbiamo sotto gli occhi: l’esplosione del contagio nelle Rsa, con pazienti e addetti potenzialmente positivi che non sono stati testati, o lo sono stati in ritardo, e le tante persone con sintomi tuttora in attesa di un responso in autoisolamento nelle proprie abitazioni.

Per questo motivo Trasparency, insieme a OnData e ad altre organizzazioni, invita, con una lettera, le regioni a rendere accessibili a tutti i cittadini e ai giornalisti i dati sui tamponi.

Specialmente in questa situazione di emergenza è importante avere dati precisi – evidenzia Trasparency International Italia – aperti e fruibili da cittadini e giornalisti. Perché la trasparenza è alla base di una buona informazione, fondamentale per conoscere lo stato reale delle cose“.

Situazione d’emergenza in cui, viene da dire, le regioni non possono comunque abdicare al loro dovere di trasparenza nei confronti dei cittadini per le decisioni prese e azioni intraprese nel loro interesse.

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Arci Roma, una festa per “fare rumore”

80 circoli, 4 giornate, dibattiti, laboratori e 22 spettacoli. Dal 30 Maggio al 2 Giugno la prima festa dei Circoli Arci della Capitale 

Di nuovo a Firenze. L’ex GKN parla a tuttз

A fianco del Collettivo di Fabbrica nella manifestazione nazionale del 18 maggio: “EX GKN: con tutta la dignità in corpo” [Franco Turigliatto]

Teatro. Segreti e ricordi, il puzzle di Bedos

Il viaggio di Victor prima assoluta a Genova, con repliche sino al 19 maggio, per poi iniziare una tournée nella prossima stagione

Ecco perché hanno arrestato Toti e un po’ di padroni della Liguria

L'ordinanza della Procura della Repubblica e della DDA che ha decapitato la Regione e il mondo degli affari genovesi

Che Palestina sarà dopo il genocidio

La migliore “soluzione” che potrebbe scaturire è peggiore di quella che esisteva prima [Gilbert Achcar*]