16.2 C
Rome
mercoledì 19 Gennaio 2022
16.2 C
Rome
mercoledì 19 Gennaio 2022
si fa di carta grazie a te! Arriva
Libro-rivista di racconti, inchieste, riflessioni

Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

OLTREPOP

E SAI COSA BEVI!!!
Homecronache socialiCulla termica, moderna versione di ruota degli esposti

Culla termica, moderna versione di ruota degli esposti

I dubbi dell’Associazione nazionale Figli Adottivi e Genitori Naturali a proposito del bambino lasciato in una culla termica a Bari

«Lui è Luigi. Piccolo, mamma e papà ti ameranno per sempre». Accompagnato da questo messaggio su un bigliettino è stato abbandonato a Bari un neonato di nove giorni in una culla termica sistemata da cinque anni nella chiesa di San Giovanni Battista, rione di Poggiofranco. Erano le 8 e un quarto del 19 luglio. Il bimbo potrebbe essere di una coppia italiana, è in ottime condizioni di salute, ben curato e vestito con una tutina a fasce bianche e azzurre. Piangeva e strillava mentre veniva portato dal 118 nel reparto di Neonatologia del Policlinico di Bari. È in buone condizioni. Il Tribunale per i minorenni ha aperto un fascicolo. Momentaneamente, il neonato sarà affidato alle cure di medici e infermieri: verrà nominato un tutore legale sino a quando non sarà scelta una nuova famiglia per Luigi. Non è una storia edificante e Luisa Di Fiore, presidente dell’Associazione nazionale Figli Adottivi e Genitori Naturali (Faegn), spiega a Popoff perché è preoccupata da questa «versione contemporanea dell’antica ruota degli esposti».

«In primo luogo – si legge in un comunicato ricevuto da Popoff che nessun giornale “per bene” ha voluto pubblicare – va evidenziato il rischio sotto il profilo sanitario, un rischio che coinvolge madre e bambino. Le culle termiche possono incentivare i parti in casa, all’ombra del silenzio e del segreto, senza alcuna tutela sanitaria. Chi le sostiene, probabilmente, ritiene di proteggere i neonati da infanticidi e abbandoni selvaggi ma su questo vanno evidenziati due aspetti: un infanticidio è un reato e come tale è perseguibile, ma tentare di prevenire un reato di inaudita gravità con una soluzione che viola una serie di diritti fondamentali e mette a rischio madre e bambino non è accettabile; d’altra parte, sarebbe altrettanto grave se una madre o un bambino avessero conseguenze fatali in casa o in luogo inadatto, durante un parto non assistito, pur di mantenere il segreto e lasciare il bambino in una culla termica. Un altro nodo fondamentale riguarda il fatto che, quando un bambino viene lasciato in questo modo, nessuno può avere la garanzia che la madre sia stata seguita, accompagnata nella gravidanza e sia consapevole della scelta di abbandonare il figlio. Potrebbe trattarsi di una donna vittima di violenze o soprusi, costretta a subire il distacco dal figlio oppure di una donna portata a questo gesto senza alcun supporto né consapevolezza. Altro tema fondamentale riguarda il bambino e il diritto alle origini: oggi, grazie alle recenti sentenze della Corte Costituzionale e della Cassazione, l’adottato adulto ha diritto di procedere con una istanza presso il Tribunale per i Minorenni di residenza per interpellare la madre di nascita e avere accesso alle proprie origini. La documentazione inerente alle origini del bambino deve essere conservata in modo che, da adulto, sia possibile per il figlio avere accesso alle proprie origini. L’adottato adulto, infine, ha diritto ad avere accesso ai dati sanitari che lo riguardano e all’anamnesi sanitaria familiare. Un bambino lasciato in una culla termica si vedrà negare questo diritto: non solo non avrà alcuna anamnesi sanitaria che riguarda la propria nascita ma neppure quella familiare o materna, con conseguenze possibili a lungo termine anche nella sfera della salute e, inoltre, non avrà mai possibilità di presentare istanza per l’accesso alle origini, una volta divenuto adulto. La culla termica rappresenta una violazione del diritto alla salute, di quello alle origini e alla identità personale, ignora completamente il principio della conservazione dei documenti non producendo alcun documento, rischia di indurre le donne a parti non tutelati, con rischi potenziali gravissimi per madre e bambino. Una donna ha la possibilità di partorire in ospedale, lasciando il bambino in protezione. Se consapevole di questa scelta, la donna può decidere di non riconoscere il figlio e ha diritto di essere supportata dal punto di vista sanitario e sociale. Il bambino ha diritto alla tutela sanitaria, alla conoscenza della propria anamnesi sociosanitaria e, da adulto, deve poter richiedere l’accesso alle proprie origini. Che oggi lo stato in primis e alcuni comuni di conseguenza tollerino la presenza di culle termiche è inaccettabile sotto il profilo sanitario, sociale e dei diritti civili. La vita va rispettata nella sua complessità e nei suoi molteplici aspetti e non solo declamata come principio assoluto, ignorando conseguenze e responsabilità».

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

A #BlackLivesMatter serve un programma economico

In un paese che ha sempre usato la razza per giustificare la disuguaglianza, porre fine alla brutalità della polizia è solo l'inizio

Violenze di gruppo a Milano, i 3 cerchi dell’orrore dei Taharrush JamaR...

La pratica dei Taharrush Jama'i viene dall'Egitto. L'obiettivo è scoraggiare donne e attiviste a partecipare a raduni ed eventi pubblici

Il virus della disuguaglianza

Il rapporto Oxfam: cresce in Italia e nel mondo la concentrazione delle ricchezze, aumenta il numero dei poveri 

Scuola al freddo, linea dura della preside: sospesi in 66

Sospesi in 66 in un liceo artistico di Milano per aver rivendicato un diritto. Una storia in apparenza d'altri tempi

Pitti uomo e la giostra del lavoro di merda

Nel giorno dell'inaugurazione di Pitti Uomo la denuncia dei lavoratori precari. Gkn "disintossichiamoci da questi livelli di sfruttamento"