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Il lago che continua a combattere

Dopo l’ennesimo scontro con il costruttore Pulcini, Attivisti e attiviste del Lago Ex-Snia hanno ottenuto l’attenzione della Regione Lazio

di Marina Zenobio

Roma. E’ di nuovo scontro tra gli attivisti che da oltre vent’anni difendono il Lago “Bullicante”, ex-Snia, e il costruttore Pulcini che trent’anni fa, con l’obiettivo di costruire il primo grande centro commerciale romano nell’area dove fino al 1954 c’era la fabbrica della Snia Vicosa, perforò il terreno talmente in profondità da toccare la falda acquifera. Era il 1992. Nonostante tentativi rocamboleschi di fermare l’acqua, come aspirarla e ributtarla nelle fogne cosa che causò l’allagamento dei quartieri circostanti (Casal Bertone, Torpignattara e Pigneto), la natura si è presa prepotentemente il suo spazio ne è uscito un bacino d’acqua di 500 metri di perimetro per 10 mila metri quadrati, un piccolo polmone verde nel cuore della capitale, un scrigno biodiversità.

Da allora gli attivisti non hanno mai mollato. Sono riusciti a far espropriare quella parte che era di proprietà di Pulcini e far dichiara il lago “Bullicante” un Monumento naturale con una flora e fauna uniche se si considera che siamo vicinissimo a Porta Maggiore.

 

A Pulcini è pero rimasta la zona adiacente al lago, dove ci sono i ruderi della vecchia fabbrica e diversi alberi decennali. E’ da qui che lo scontro si è di nuovo acuito perché qualche giorno fa il costruttore ha deciso di razziare quegli alberi. Uno scempio.

Gli attivisti del Forum dell’adiacente Parco delle Energie e del Centro sociale ex-Snia non hanno certo perso tempo e, durante i lavori di sbancamento, sono entrati nell’area e hanno bloccato il lavoro delle Ruspe. Il Primo maggio appena trascorso è stata l’occasione per una grande assemblea sulle rive del lago ma anche l’occasione per entrare “illegalmente” nella proprietà di Pulcini. La scena che si è presentata agli occhi dei partecipanti è stata terrificante: alberi sradicati e pezzi dei ruderi dell’antica fabbrica sgretolati a terra. Una ragazza ha detto “Sembra di stare a Beirut” dopo un bombardamento. Solo due slogan: “esproprio subito” e dichiarazione di Monumento Naturale di tutta l’area”.

A fare subito propria la richiesta RomaNatura e il suo presidente Maurizio Gubbiotti che, con un comunicato stampa, ha chiesto “ampliamento del perimetro del Monumento Naturale Ex-Snia Viscosa e l’annessione dell’ex fabbrica dismessa per realizzare un CCC continuum ambientale e di ecosistemi […] con quella porzione di territorio [già] sottratto all’edificabilità grazie all’impegno dell’azione di cittadine e cittadini che negli anni hanno lottato per ottenerlo”.

Piacevolmente inaspettata invece, soprattutto per la velocità con cui è arrivata, la risposta della Regione Lazio che ha dato l’ok all’ampliamento del Monumento Naturale ex-Snia. Ora bisogna vedere i tempi dell’iter legale per l’attuazione della dichiarazione del presidente Zingaretti che riportiamo.

“L’ampliamento del Monumento Naturale Ex Snia Viscosa – ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – rappresenta il raggiungimento di un obiettivo importante che la Regione Lazio ha preso in carico insieme a RomaNatura e in collaborazione con il Comune di Roma. Con questo intervento avviamo un processo di rinnovamento urbano, di un luogo che è stato un punto di riferimento durante la resistenza romana al nazi-fascismo e che adesso torna a essere centrale nella vita cittadina”.

Gli attivisti, i cittadini le cittadine che amano il lago però, non abbassano la guardia. Il pratone del lago è presidiato tutti i giorni per controllare se le ruspe di Pulcini tornino.

 

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