34.7 C
Rome
sabato 22 Giugno 2024
34.7 C
Rome
sabato 22 Giugno 2024
HomecultureLe sliding doors di una signora in grigio

Le sliding doors di una signora in grigio

Lady Grey, di Will Eno, in scena alla Sala Mercato del Teatro Nazionale di Genova 

Mostra e dimostra… ovvero quell’esercizio tra performance pubblica e descrizione dell’esistente, che sembra andare tanto in voga nelle scuole medie americane e che ha preso il posto di altri esercizi più faticosi come l’analisi logica.  Il punto più alto, forse,  nel processo di declino dell’educazione nell’emisfero occidentale. Cioè noi, oggi.  Una scena che abbiano imparato a conoscere guardando i Simpsons. E ci sembra di vederli, nelle aule della fatiscente scuola media in perenne crisi di finanziamenti del preside Skinner, la secchiona Liza Simpsons e il figlio imbambolato  che straparla del commissario Winchester…

E’ l’apertura fulminante di Lady Grey. Con le luci sempre più foche atterrato sul palco della Sala Mercato del Teatro Nazionale di Genova, in una produzione del  Teatro Nazionale di Genova,  Centro Teatrale MaMiMò.

E annunciato dagli importanti riconoscimenti che il testo di Will Eno si è aggiudicato al Fringe Festival di Roma:Miglior Spettacolo, Migliore Attrice e Premio della Stampa al Roma Fringe Festival 2022.

Il secondo testo della trilogia che l’autore di Brooklyn, città di New York,  dedica ai temi esistenziali come identità e senso della vita, vede in scena una one woman show come l’unica interprete Alice Giroldini che, per la regia di Marco Maccieri,  veste gli abiti in grigio di una donna fascinosa e conturbante.  E dall’identità misteriosa, anche se qualche indizio lo abbiamo, perché  è  una donna, innanzitutto, che ha bisogno dello sguardo degli altri, di un pubblico, per vivere.  Probabilmente si tratta infatti  di un’attrice che aspetta di entrare in scena  e nell’attesa comincia a mettersi a nudo raccontando le sue molteplici vite, i sogni, le frustrazioni, le fantasie, i pudori, sempre in bilico tra un atto di verità e un atto artistico.

Come si diventa ciò che siamo? Quando e perché la nostra vita prende certe direzioni? Quali le sliding doors, imboccate o trascurate, che hanno fatto di noi ciò che siamo? Quanto siamo in grado di governare la nostra esistenza? Domande che resteranno – lo diciamo a rischio di spoilerare – anche questa volta senza risposta.

Partendo dallo stile diretto, a tratti sfacciato ma sempre ironico di Will Eno, la protagonista gioca con il linguaggio, alternando toni seduttivi e pungenti, , confessioni e provocazioni, temi collettivi e divagazioni intime, provocando   garbatamente il pubblico in sala. E in questo gioco, profondamente teatrale, trasforma una storia in un’altra con repentini cambi di direzione, tanto da non distinguere più a  fantasia da una realtà che vede l’unica certezza di una destinazione ultima inesorabile.

Siamo stati piccoli, un tempo – per parafrasare una battuta dello spettacolo – lo saremo ancora. Un attimo prima di essere riconsegnati all’oblio. Come le luci di posizione, sempre più foche, di un’auto con la batteria che si sta scaricando.

 

 Info sul cartellone del TNG su www.teatronazionalegenova.it

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Che cosa ci insegna la sinistra francese

Perché dall'altro versante delle Alpi la devastazione sociale è più arretrata che in Italia [Andrea Martini]

Ansa: “Ilaria Salis è libera”

Tolto il braccialetto elettronico, l'europarlamentare può tornare in Italia

Francia, nasce il Fronte Popolare

"Siamo pronti a governare". Trattative dure ma i leader della gauche hanno un accordo e un programma per i primi cento giorni [Mathieu Dejean]

Europee, Ilaria Salis ce l’ha fatta. Fine delle buone notizie

La sinistra c'è ma non si scolla dal Pd. L'onda nera c'è ma non ferma Ursula. Primi spunti sui risultati delle elezioni europee 

Le parole sono importanti!

Una lotta vittoriosa oltreoceano per combattere l’antiziganismo anche nell’arte