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Roma, la tziganofobia prende la metro

“Attenti agli zingari!”: annuncio choc sulla metro. Ne parliamo con il presidente dell’Ucri, l’unione delle Comunità Romanes

“Attenti agli zingari, attenti agli zingari”, pare quasi una giocosa allusione al titolo di una celeberrima canzone di Lucio Dalla, ma non è così.

Il lupo cattivo, la rappresentazione del male e del pericolo, sono ancora una volta i Rom e i Sinti, o quelli che vengono chiamati con disprezzo “zingari”.

Non siamo in un bosco, ma a Roma, in metro, linea A, in centro, venerdì 10 marzo.

“Attenti agli zingari, attenti agli zingari”, ha ripetuto una voce più volte dagli altoparlanti dei vagoni, evocando forse il rischio di borseggi, per poi tornare ad annunciare le stazioni, “prossima fermata Barberini, uscita lato destro”.

A segnalare l’accaduto è stata la giornalista e scrittrice Francesca Mannocchi con un post su twitter.

Siamo andati a parlare di questo ennesimo inqualificabile episodio di discriminazione e razzismo con Gennaro Spinelli, presidente dell’UCRI, Unione delle Comunità Romanès in Italia, che si sta muovendo anche legalmente per stigmatizzare l’accaduto.

“Un episodio inaccettabile, di una gravità inaudita, che nessun telegiornale riporterà e di cui nessun politico parlerà” – dice Gennaro – perché quando si parla di Rom e Sinti tutti si possono permettere di dire qualsiasi cosa, si condanna la popolazione intera per l’errore di qualcuno, per un problema sociale”.

Cosa vorresti che le autorità facessero? In fondo l’Atac, si è attivata ed ha individuato il responsabile che sarà sottoposto a “provvedimento disciplinare” e il sindaco Roberto Gualtieri su twitter ha condannato senza mezzi termini l’accaduto.

“Gualtieri ha risposto semplicemente condannando la vicenda ma non scusandosi. Ma nessun cittadino andrà a scusarsi con i Rom che subiscono quotidianamente questo razzismo. Chiediamo le dimissioni di questo personaggio e le scuse pubbliche dell’Atac e del Comune di Roma, perché non è giusto che per l’errore di qualcuno o per un problema sociale debba pagare l’intera etnia”.

Nonostante i recenti interventi dei Carabinieri, i borseggi a Roma continuano, soprattutto a danno dei turisti. E spesso anche dai media viene sottolineato che a compierli sono i “nomadi”. Tu che ne pensi?

“Il problema dei borseggi nelle metropolitane è un problema grave, gravissimo, ma non si condanna un intero popolo perché qualcuno dei suoi componenti ha commesso un reato. Non si va a rubare su base etnica, perché si è Rom, ma perché si è disperati. Spesso ci viene chiesto di risolvere il problema dei furti nelle metropolitane, come se noi, come comunità, potessimo effettivamente fare qualcosa”.

Poi aggiunge un paragone calzante “è come se noi andassimo da un qualsiasi italiano e gli dicessimo ‘vai a combattere la mafia! risolvi i problemi della mafia!’. In che modo se quello è un problema sociale, non un elemento culturale? Cominciamo a scindere le due cose” e continua “come se noi definissimo gli Italiani ‘mafiosi’; noi sappiamo di non essere mafiosi ma sappiamo di essere italiani. Allo stesso modo noi sappiamo di non essere zingari, ma di essere Rom o Sinti”.

Ma allora gli “zingari” chi sono?

“E se vi dicessi che gli zingari non esistono? Se vi dicessi che siamo Rom e Sinti e che invece ‘zingari’ è il modo in cui gli altri vogliono definirci in maniera spesso dispregiativa. ‘Zingaro’ è solo l’eteronimo con cui le persone chiamano il nostro popolo, come ci definiscono”.

Prima di riprendere a camminare per le strade di Roma, città in cui vive, Gennaro, guardando fisso negli occhi, mi chiede “e voi starete in silenzio davanti a queste situazioni?”.

No, Gennaro, non sto zitta né mi volto dall’altra parte. PopOff è la mia voce e la penna la mia arma: “perché con questa spada vi uccido quando voglio”, come il Cyrano di Guccini.

 

 

 

 

 

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