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Tav, lo scrittore Erri De Luca subirà un processo

Disse che era giusto sabotare il Tav: rinviato a giudizio lo scrittore Erri De Luca. La Procura di Torino è una fabbrica di teoremi.

di Ercole Olmi

Erri De Luca

Lo scrittore Erri De Luca subirà un processo per le sue dichiarazioni sui sabotaggi contro la realizzazione della Torino-Lione. Il gup torinese Roberto Ruscello oggi lo ha rinviato a giudizio con l’accusa di istigazione a delinquere accogliendo la richiesta formulata dai pm Antonio Rinaudo e Andrea Padalino. Lo scrittore era stato querelato da Ltf per alcune dichiarazioni dell’estate del 2013 in cui affermava che «la Tav va sabotata». Il processo si aprirà il prossimo 28 gennaio. «Pensavamo non dovesse essere processato, ora cercheremo di dimostrare che non deve essere condannato. Ne discuteremo in dibattimento», ha commento uno dei legali di De Luca, Gian Luca Vitale.

Il palazzo di Giustizia di Torino si conferma dunque uno dei luoghi in cui agisce una sorta di Partito trasversale dell’Alta velocità dove spiccano a vario titolo esponenti del Pd e di altri soci delle larghe intese, aziende in odor di mafia, potentati economici più o meno legali e settori della magistratura che sperimentano modelli di persecuzione del dissenso sociale attraverso la militarizzazione dei territori e l’imbastimento di teoremi (in parallelo con altre procure che fanno lo stesso con precari, disoccupati e occupanti di case) come quello cucito addosso a quattro attivisti accusati di terrorismo per aver danneggiato (forse) una ruspa. Curioso che i maggiori sostenitori del terrorismo dei valsusini siano anche i più strenui difensori di due marò che hanno ucciso a freddo due pescatori poverissimi ma, anziché seminatori di terrore, vengono additati come sinceri patrioti.

“Tutta la mia solidarietà e quella di Rifondazione Comunista a Erri De Luca rinviato a giudizio con la stupefacente accusa di istigazione a delinquere – dichiara a caldo Paolo Ferrero, segretario Prc – continua e si inasprisce sempre di più la criminalizzazione del dissenso, dunque: tutti quelli che non appoggiano la Tav finiscono menati o denunciati. Ai magistrati di Torino suggerisco di occuparsi piuttosto del malaffare legato alle grandi opere come la Tav, che di processare chiunque esprima il proprio no ad un’opera inutile e dannosa”.

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