giovedì 20 settembre 2018

Antifascisti sempre, con Renato nel cuore

Antifascisti sempre, con Renato nel cuore

Otto anni fa due giovanissimi neofascisti  assassinavano vicino Roma Renato Biagetti. Sua madre e i suoi compagni non hanno mai smesso di rivendicare i suoi sogni

di Stefania Zuccari, Stefania Fattori e Progetto Renoize

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«A 8 anni dall’assassinio di Renato non abbiamo perso la determinazione di raccontare la sua storia, le sue passioni e attivare l’ingranaggio della memoria», spiegano i suoi compagni del centro sociale Acrobax e di Renoize, il progetto che dà vita a una serie di iniziative e percorsi per ribadire la verità sull’aggressione e la sua natura, che fossero anche in grado di far vivere i suoi sogni. Tra queste un progetto che con lui era nato: un laboratorio musicale che fosse anche spazio fisico e spazio di elaborazione sulla proprietà intellettuale, la produzione indipendente, le creative commons, ecc.

Questo progetto, appunto, ha preso il nome di Renato: Renoize Project.Sala prove – studio di registrazione – progetto di cultura indipendente.

«In 8 anni però abbiamo vissuto sulla nostra pelle, e nella consapevolezza di un’intera città, che l’unico modo per far vivere quella memoria e far in modo che fortifichi le radici per il futuro, è farla vivere nel presente, nella creazione di percorsi e progetti, di incontri e nessi, di battaglie e resistenze.

E’ sotto gli occhi di tutti/e come in una paura generalizzata dovuta alla crisi, ai suoi meccanismi di devastazione sociale e precarizzazione delle nostre vite si insinuino striscianti messaggi di intolleranza e fascismo; il contesto europeo, ormai piano condiviso per il potere, ma anche per noi cittadini e tessuto sociale, racconta dell’affermazione ed attività di formazione politiche di chiara matrice fascista.

La destra nostrana prova a scimmiottarla con iniziative e contenuti mortiferi, con azioni notturne di aggressioni e assalti, in Italia e a Roma. Per questo motivo continuiamo a ritenere un piano centrale quello di connettere le pratiche di lotta con una chiara matrice antifascista, consapevoli che il fascismo che dobbiamo affrontare è, non solo quello nostalgico, ma quello, ben più dinamico ed insinuato nelle politiche economiche e nella cultura, del potere e del capitalismo.

Per questo ci prepariamo anche quest’anno a ricordare Renato e il suo assassinio, il 27 agosto del 2006.

Ma anche a fare vivere le sue passioni e i suoi sogni e dimostrare la capacità di organizzazione, di costruzione di senso e di combattiività del tessuto sociale di questa metropoli, non solo per difenderne le radici antifasciste ma per rivendicare il diritto ad una possibile alternativa, dando vita a Parco Schuster, per il 30 Agosto, ad una giornata di musica, dibattito ed incontro. Con Renato sempre nel cuore».

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Segue una lettera pubblica di Stefania Fattori, elaborata con Germana e le altre “Madri per Roma città aperta”: «Per la prima volta dopo sei anni che la conosco e che ho risposto alla sua chiamata per partecipare al Comitato, ho visto Stefania piangere. Non come ho visto in questi anni con la durezza del contenimento delle emozioni, ma con tante lacrime che hanno rigato e bagnato il suo volto solare, straziata e addolcita allo stesso tempo dal suo immenso dolore.

E ancora una volta mi sono ripetuta che è il dolore di Stefania che mi ha riportato sulla strada di un impegno sociale e politico, contenuto, ma stavolta, a differenza degli anni della giovinezza, carico di emozioni e di significato.

Accompagnare Stefania nelle stanze di Renato, ascoltarla parlare delle aspettative, dei progetti di Renato, accompagnare Stefania in questo percorso sempre in salita e forse, sempre più in salita, è l’unico impegno politico che in questo momento ho voglia di assumere.

E la lucidità di scelta di Stefania, in questo percorso se andare di qua o di là, di fermarsi o di sostare è la mia linea politica prescelta.

Avere come “leader” una madre che trasforma il dolore in un carburante energetico per far rinascere il proprio figlio, che pratica un nomadismo del dolore per far rinascere anche i figli di altre madri è un’esperienza “politica” fortissima, filo rosso che unisce decine di donne nello spazio e nel tempo.

Con lei, su questa strada, ho capito meglio il senso di ricordo e di memoria, che non è solo il racconto di fatti avvenuti, ma è l’appropriarsi delle menti e dei corpi di chi ci ha preceduto in un percorso di sogni e progetti di libertà, e sentirsi come solo una madre in gravidanza si può sentire, un corpo unico, con suo figlio, che si muove, uno strumento per la nascita di nuovi corpi di nuove menti di nuovi sogni.

Quella pancia di Stefania che si addolora e si contorce ogni giorno, e ancora di più ogni anno in agosto è un ventre fertile che vuole ripartorire e noi altre donne le levatrici che l’aiuteranno».

Stefania Zuccari, la mamma di Renato, nei giorni scorsi aveva reso pubblica una sua lettera ad uno degli assassini di suo figlio e ai suoi genitori: «Oggi 4 agosto per la prima volta dopo otto anni mi rivolgo ad uno dei due che ha ucciso mio figlio e ai suoi genitori che hanno il profilo qui su Facebook. Voi che non mi avete mai chiesto perdono, voi che non avete mai fatto un gesto di umiltà, voi che benché nei tribunali vi guardassi negli occhi per poter scorgere un lampo di pentimento NON AVETE FATTO UN GESTO. Come vi sentite a guardare queste foto, questo sorriso, questi occhi, questo giovane corpo lo hanno stroncato otto fendenti brutali. Lo stesso tribunale ha scritto efferato omicidio. Le vostre bacheche mostrano volti gioiosi e spensierati. Come potete vivere con un peso così grande. Mi avete bloccata non so per quale motivo, forse pensavate che potevo essere una nota di disturbo.
Non faccio pubblicamente i vostri nomi per quel rispetto che ancora mi distingue.
FORSE UN GIORNO DIVENTERO’ MENO RISPETTOSA».

Funerali di Renato Biagetti ucciso dai fascisti

Infine, prima di pubblicare il programma completo di Renoize, riproponiamo una cosa che lei stessa scrisse parlando con la voce di Renato: «Mi chiamo Renato Biagetti. A me i fascisti non fanno paura. Non mi hanno mai fatto paura. Nemmeno quando mi hanno ucciso.

Quelli che mi fanno paura sono quelli che non dicono nulla, non vedono nulla, non sanno nulla. Quelli che ancora pensano che sono ragazzate o che “quelli come me se la sono andati a cercare”. Quelli che dicono che è folklore. Bandiere nere, svastiche, saluti romani. Folklore, come i ballerini con il tamburello o le processioni con il santo con appesi i serpenti. Fenomeni marginali, sacche di delinquenza. Risse tra balordi. Tre righe in cronaca.

Intanto si riscrive la storia. Si mischiano i morti. Si dimenticano cause, ragioni. Io sono morto per loro. Non per voi. Sono morto per loro. E a loro continuo a pensare.

E’ tutto così assurdo. Un brutto film, uno di quelli in cui la sceneggiatura non gira. Eppure in quel film io ci abitavo, come ci abitate voi. Un Paese che ancora non si è stufato delle morti come la mia. Un Paese in cui tutto è normale. Anche morire fuori da una festa di musica reggae. 8 coltellate. Una è stata così forte che addosso mi è rimasto il segno del manico del coltello.

Tutto normale. Anzi normalissimo. Cosa c’è di strano? Si comincia sempre così. Di questo ho paura».

Ed ecco il programma di RENOIZE 2014 Naturally against fascism

27 AGOSTO dalle 17.00 Focene – Buena Onda TORNEO DI BEACH RUGBY

dalle 20.00 Fiumicino – Vecchio faro APERITIVO NOPORTO al BILANCIONE OCCUPATO

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30 AGOSTO@PARCO SCHUSTER Dalle 17.30 ASSEMBLEA PUBBLICA

Dalle ore 19.00 sul palco – CITIZEN KANE – SOLTE – KAOSFORCAUSE – MALEDUCAZIONE ALCOLICA – WOGIAGIA – RADICI NEL CEMENTO – RADIO TORRE feat PAVESE&KONTRAMINA

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