lunedì 24 settembre 2018

Pistole elettriche alla polizia, primo sì della Camera

Pistole elettriche alla polizia, primo sì della Camera

Festeggia il forzista Fontana, ma il Taser, di cui potrebbero essere dotate a breve le forze dell’ordine italiane non è affatto innocuo. In Usa dal 2001 sono morte “taserizzate” 864 persone

di Marina Zenobio

Taser pistola elettrica

Ieri le commissioni congiunte Affari Costituzionali e Giustizia della Camera dei deputati hanno approvato l’emendamento per la sperimentazione della pistola elettrica Taser, come strumento in dotazione alla polizia considerata “arma non letale”. Ma più avanti vedremo che poi tanto non letale non è. Ha di che gioire quindi Gregorio Fontana, di Forza Italia, promotore dell’emendamento, che si spertica per tranquillizzare sull’innocuità di questa nuova arma che, a suo avviso, dovrebbe limitarsi ad una bassa scarica elettrica tale da stordire per pochi minuti la persona che dovesse resistere all’arresto.

Di diverso avviso la dottoressa Gemma Pelargonio, cardiologa e elettrofisiologa all’Università cattolica di Roma che, in una intervista all’Agi, ha dichiarato che “Bisogna stare attenti a come verranno utilizzati i Taser, perché questi strumenti non sono certo innocui per la salute”, Aggiungendo che i dati raccolti e ormai disponibili nella letteratura scientifica internazionale “mostrano che questi strumenti non sono affatto innocui e che anzi possono avere una serie di complicazioni e di effetti sulla salute delle persone che vengono colpite. Anche con esiti fatali, perché possono indurre aritmie che, a loro volta, causano decessi”. Quello che ancora non viene preso in seria considerazione sono i fattori di rischi che sono molteplici e rispondono a caratteristiche fisiologiche diverse per ogni persona, come la conducibilità della corrente nell’organismo anche in rapporto con lo stato di salute generale.

“Per questo – spiega Pelargonio – subire una scossa elettrica può dare, a seconda del soggetto colpito, effetti diversi sul cuore”. Altro fattore di rischio è la potenza erogata dal Taser. “I Taser in genere – aggiunge l’esperta – hanno la possibilità di modulare la potenza che erogano nel momento in cui colpiscono una persona. Anche questo può essere pericoloso. Ultimamente negli Stati Uniti si sta chiedendo di usare potenze limitate, proprio per evitare di aumentare il margine di rischio”.

E a proposito di Stati uniti, ma anche Canada, le esperienze di utilizzo delle pistole Taser da parte della polizia, e che potrebbero presto entrare anche nell’equipaggiamento delle forze di polizia italiane, non lasciano affatto tranquilli.

Secondo dati raccolti da Amnesty International, dal 2001, anno di acquisizione del Taser in Nordamerica, i morti ‘taserizzati’ sono stati 864, e il 90% di questi era disarmato. “Studi medici a nostra disposizione dimostrano come persone che soffrono di disturbi cardiaci, o in particolari stati di alterazione emotiva e sotto sforzo, possono perdere la vita o riportare gravissime conseguenze se colpiti da questa arma. Oltre al rischio di un uso eccessivo e gratuito, c’è anche la possibilità’ di non sapere chi si sta colpendo” ha dichiarato Riccardo Noury di Amnesty Italia.

Altro fattore di preoccupazione, secondo Noury, è rappresentato dalla facilità con cui la pistola Taser può rilasciare scariche multiple che possono danneggiare anche irreversibilmente il cuore o il sistema respiratorio.

Ci sono quindi più che dei dubbi sul fatto che le pistole Taser siano effettivamente ‘non letali’. Per questo prima di mettere a disposizione delle forze di polizia questo tipo di arma, secondo Noury “andrebbe effettuato uno studio sui rischi di violazioni dei diritti umani a seguito del suo impiego e andrebbe garantita una formazione specifica e approfondita per gli operatori che ne venissero dotati. Ma anche se venissero soddisfatte queste due richieste, il rischio di violazioni dei diritti umani non verrebbe affatto azzerato”.

Intanto, nello stesso giorno in cui le Commissioni alla Camera decidevano il primo sì alla sperimentazione del Taser, il sindaco di Roma Ignazio Marino ai microfoni di “Un giorno da pecora” su RadioRai2, ha dichiarato: “Stiamo immaginando di dotare i vigili urbani di spray al peperoncino e il comandante Clemente sta fortemente considerando questa possibilità”.

Sempre questo stesso giorno la Corte europea del diritti dell’uomo ha condannato la Bulgaria perché la polizia ha usato in maniera sproporzionata armi che provocano shock elettrici, i taser, in una perquisizione avvenuta nel 2008.

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