21.7 C
Rome
mercoledì 24 Aprile 2024
21.7 C
Rome
mercoledì 24 Aprile 2024
Homequotidiano movimentoIn piazza con Scarpinato, il pm abbandonato dallo Stato

In piazza con Scarpinato, il pm abbandonato dallo Stato

Scarpinato è titolare del processo contro il colonnello Obinu e il generale Mori, quello della trattativa Stato-Mafia. E’ stato minacciato. Le istituzioni hanno fatto finta di non vedere. Un sit in a Roma

 di Edoardo Bettella

Il presidente della Corte d'Appello di Palermo Roberto Scarpinato, con la scorta, in una foto di quando era ancora pubblico ministero.
Il presidente della Corte d’Appello di Palermo Roberto Scarpinato, con la scorta, in una foto di quando era ancora pubblico ministero, nel 1998.

Roberto Scarpinato, presidente della Corte di appello di Palermo, come ogni mattina, qualche giorno fa si è recato in ufficio e, davanti alla sua porta, ha trovato un monito: «Accura», stai attento. È il titolare del processo per il mancato arresto di Bernardo Provenzano, in cui gli imputati sono il colonnello Mauro Obinu e il generale Mario Mori, ex comandante del Ros ed ex direttore del Sisde, imputato anche nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Agli inizi di settembre, una lettera anonima senza timbro postale fatta recapitare sulla scrivania del procuratore recitava: «Possiamo raggiungerti ovunque, rientra nei ranghi». Il prossimo 7 ottobre, a Roma, si terrà un sit-in, organizzato da Scorta civica, per sostenerlo e dargli solidarietà.

 

Le minacce ricevute sembrano voler mettere in guardia il Procuratore generale sul delicato terreno su cui si sta muovendo. «I magistrati di Palermo vengono continuamente minacciati e delegittimati, rimanendo inascoltati. Nessuna delle alte cariche dello Stato, dal Csm al Ministero degli interni, a quello della giustizia, si è mai mostrata solidale con loro, abbandonandoli a qualsiasi rischio di vita», ha dichiarato uno degli organizzatori del sit-in che si terrà il prossimo martedì a Roma.

 

Scorta civica è un movimento di azione civile che comprende oltre venti associazioni, tra cui Agende rosse, creata da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, Addio pizzo, Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia), Libero futuro, ContrariaMente, Professionisti liberi e altre, oltre a tanti singoli cittadini e il Comune di Palermo.

 

È già dal 20 gennaio scorso che Scorta civica ha organizzato un presidio di fronte al Palazzo di giustizia di Palermo, ogni giorno lavorativo, dalle 9 alle 11 del mattino. Il presidio si sposta, nei giorni dell’udienza, all’interno dell’aula bunker in cui si svolge il processo sulla trattativa Stato-mafia.

 

E Roberto Scarpinato, forse, è uno di quelli che rischia di più. Per capire la situazione che sta vivendo, basta sfogliare il suo curriculum: ha rappresentato la pubblica accusa nel processo a carico di Giulio Andreotti, per il reato di associazione mafiosa. Dal 1989 al 1992 ha fatto parte, con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, del pool antimafia di Palermo. Ha, inoltre, condotto le inchieste sugli omicidi di Salvo Lima e di Piersanti Mattarella.

 

Memorabili le sue parole, pronunciate nel 2012, in occasione del ventennale della strage di via D’Amelio: «Caro Paolo, stringe il cuore a vedere, talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione stessa di quei valori di giustizia e di legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere. Verrebbe da chiedere che almeno ci facessero la grazia di tacere, perché, pronunciate da loro, parole come Stato, legalità, giustizia perdono senso, si riducono a retorica stantia, a gusci vuoti e rinsecchiti».

 

L’iniziativa di sostegno e solidarietà nei confronti di Roberto Scarpinato è stata organizzata da Scorta civica, ma è aperta a tutti, da liberi cittadini ad associazioni di persone che ritengono fondamentale non far sentire soli i magistrati che si occupano di mafia. Il luogo scelto, il Parlamento, è un simbolo, per denunciare il silenzio istituzionale, che rappresenta la sconfitta più grande, più delle minacce e delle lettere intimidatorie.

 

L’appuntamento è per martedì 7 ottobre, dalle 16.30 alle 18, in piazza Montecitorio a Roma.

mafia2

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Verso il 25 aprile – Visita al “Sotterraneo dei tormenti”

Visita alla Casa dello studente di Genova occupata nel 43 dalla Gestapo e divenuta luogo di tortura per partigiani e resistenti.  Anche que...

Rappresaglie e nakba: Netanyahu passa all’incasso

Dagli Usa il veto alla Palestina all’Onu e nuovi aiuti militari a Israele. La soluzione finale nella Striscia è ormai prossima

Scurati, ecco il monologo censurato da Tele Meloni

Il testo integrale del monologo sul 25 aprile che lo scrittore avrebbe dovuto portare a “Che sarà” e censurato dalla Rai [Antonio Scurati]

Alloisio, Flaco Biondini e le partigiane

Il cantautore genovese e in chitarrista storico di Guccini in scena con "Signora Libertà". Con loro il sassofonista Antonio Marangolo

Un’autobiografia danzante

Genova, Chotto Deshm del coreografo Akram Khan chiuderà la decima edizione di Resistere e creare