domenica 21 ottobre 2018

Valdastico Sud, Zaia e Lupi tagliano il nastro al tappeto di asfalto e veleni

Valdastico Sud, Zaia e Lupi tagliano il nastro al tappeto di asfalto e veleni

Inaugurato il tratto padovano dell’autostrada della vergogna. L’ennesima grande opera finita nel mirino dell’Antimafia. Le perizie Le perizie ad ottobre hanno confermato la pericolosità per le falde e la salute

da Treviso, Enrico Baldin

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Stamani è stato inaugurato il tratto padovano della Valdastico sud che collega il polesine con la bassa padovana. All’inaugurazione, oltre al presidente del Veneto Zaia, presente anche il ministro dei trasporti e infrastrutture Maurizio Lupi, mentre è stato tenuto a distanza un gruppo di manifestanti facenti parti di comitati ambientalisti e di Rifondazione Comunista.

Quotidiani e TG locali hanno la memoria corta ma l’autostrada inaugurata oggi è sotto la lente di ingrandimento dell’antimafia già da qualche anno. Ciò che è finora emerso dall’inchiesta condotta dal sostituto procuratore di Venezia Rita Ugolini è a dir poco inquietante: sotto al manto di asfalto del tratto tra Longare ed Agugliaro sono stati sversati ben 150mila metri cubi di rifiuti tossici. La scoperta è avvenuta in modo casuale: un cane abbeverandosi in una pozza d’acqua nei pressi del cantiere è morto dopo poco accusando addirittura perforazioni intestinali. Dagli accertamenti veterinari è succeduto un esposto che ha portato all’apertura dell’inchiesta. A tutt’oggi gli iscritti nel registro degli indagati sono ventisette – tra cui il leghista Attilio Schneck ex presidente della provincia di Vicenza – e le accuse vanno dal falso ideologico al traffico illegale di rifiuti in forma organizzata. Tra gli indagati risulta esserci anche Pierluca Locatelli, rinviato a giudizio anche dalla procura di Bergamo: nel bergamasco avrebbe sversato rifiuti tossici sotto l’asfalto della Brescia-Milano e avrebbe infilato in tasca una mazzetta all’ex vicepresidente della regione Lombardia Franco Cristiano Nicoli che nel frattempo ha patteggiato.

Le perizie effettuate ad ottobre hanno confermato la pericolosità per le falde acquifere e per la salute, dei materiali individuati dai carotaggi. Sono stati rilevati livelli elevati superiori al consentito di diversi metalli, quali piombo, cadmio, arsenico, nichel, cobalto, cromo, mercurio ed amianto. La procura ora dovrà accertare chi sia responsabile dell’inquinamento tra coloro che in quel tratto autostradale hanno lavorato. Nulla di tutto questo però è stato all’ordine del giorno oggi e la cosa pare comunque non preoccupare più di tanto Zaia e il ministro Lupi.

Nel suo intervento odierno Maurizio Lupi oltre a rimarcare la necessità delle grandi opere ha di fatto in un colpo cancellato le velleità trentine sulla A31: «La mia presenza qui è anche per sottolineare l’importanza del completamento a nord» ha detto Lupi. «Siccome Trento è in Italia anche se non è d’accordo a fare la Valdastico si adegua alle decisioni». La provincia di Trento si era da tempo pronunciata contro il passaggio dell’autostrada A31 Valdastico nel suo territorio, avendo deciso di investire sul trasporto su rotaia. E ha ribadito il suo diniego innegoziabile anche recentemente. Finora i lavori sono stati autorizzati solo fino ai confini col Trentino, ma le parole di Lupi fanno presagire un suo intervento già dai prossimi consigli dei ministri.

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