martedì 25 settembre 2018

No Renzi Days, oggi sciopero, domani corteo

No Renzi Days, oggi sciopero, domani corteo

Presentati dal coordinamento per il No Sociale,  il No Renzi Day del 22 ottobre e lo sciopero generale del 21. Piazza S.Giovanni diventerà Piazza Abd Elsalam. Dibattiti e Banda Bassotti e Assalti Frontali in concerto

di Giulio AF Buratti

concerti-21-ottobre

 

E’ cominciata già nella tarda serata di ieri, con iniziative in diversi snodi strategici del Paese, la mobilitazione per lo sciopero generale indetto oggi da USB, Unicobas e USI contro il governo Renzi e la sue controriforme.

Intorno alla mezzanotte, in alcune città come Roma e Bologna, studenti e precari sono andati portare solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori dei supermercati Carrefour che restano aperti tutta la notte. A Roma un corteo di circa 100 giovani si è poi snodato nelle strade del quartiere San Lorenzo, lanciando slogan contro la precarietà della vita e del lavoro e contro  la cultura della produzione e del consumo H24.

A Piacenza, snodo strategico per la logistica dove alcune settimane fa è stato ucciso Abd El Salam, operaio e delegato USB travolto da un camion durante una manifestazione sindacale, sono cominciati all’alba i picchetti per bloccare i camion ed i magazzini/parcheggio della GLS sono vuoti.

Da questa mattina alle 6.00 è stato bloccato lo snodo strategico per la logistica di tutto il Meridione a Nola (Napoli) con centinaia di Tir bloccati:  all’interporto di Nola, i lavoratori della logistica sono in picchetto insieme  a quelli di Almaviva, licenziati Fiat, precari, bloccando la circolazione delle merci.

Intanto in moltissime città stanno partendo le manifestazioni territoriali indette oggi per lo sciopero.

 

Contratti da rinnovare, legge di stabilità da contrastare e Costituzione da difendere: se, come dicono i 5 ex licenziati di Pomigliano, il Piano Marchionne si è fatto Piano Renzi ci vorrebbe uno sciopero. Generale, generalizzato, sociale e politico. Capace di unire un blocco sociale, di dare voce a chi se la vede togliere ogni giorno, dentro e fuori dal posto di lavoro.  «Come la Cgil dei tempi migliori, come ai tempi di Di Vittorio», dice a Popoff, Giorgio Cremaschi, al margine della conferenza stampa di presentazione del No Renzi Day. Perché uno sciopero, da tempo (per le strettoie della 146, la legge antisciopero) è stato convocato ma solo da alcuni sindacati di base per chiarire il nesso tra battaglia referendaria e lotte sociali, tra “controriforma” e governo che la promuove. Non solo da Corso Italia non giungono segnali di mobilitazione ma la Rai, sedicente servizio pubblico, censura gli eventi nonostante gli obblighi della par condicio e quelli della legge antisciopero (che impone al servizio pubblico cinque giorni prima di annunciare lo sciopero).

Sciopero generale, dunque, venerdì 21, “No Renzi Day”, manifestazione nazionale a Roma, sabato 22: questo l’“ottobre in lotta” illustrato questa mattina a Roma nella conferenza stampa di presentazione della due giorni di sciopero e mobilitazione. Promotori, un ampio raggruppamento di sindacati di base, sinistra radicale (Prc, Sinistra anticapitalista, Pci, Ross@ ecc), pezzi di movimenti sociali, riuniti nel “Coordinamento NO Sociale al Referendum”: «Non si può distinguere fra la controriforma della Costituzione e chi la fa», ha spiegato Giorgio Cremaschi a nome del Coordinamento, schierato per la difesa dei diritti del lavoro e dello stato sociale, per difendere ed applicare la Costituzione del 1948, per dire basta al governo Renzi e al massacro sociale.

«Su 27 miliardi la legge di stabilità di Renzi ne dà 20 ad aziende e banche – ha sottolineato Fabrizio Tomaselli, dell’Esecutivo nazionale USB – mentre i veri effetti del jobs act e dell’abolizione dell’articolo 18, che hanno prodotto l’aumento dei licenziamenti senza generare nuova occupazione, oggi vengono attestati anche dall’Inps. Lo sciopero generale, che Cigli Cisl Uil si guardano bene dal proclamare, è più che mai necessario».
Allo sciopero generale di tutti i lavoratori pubblici e privati, proclamato per l’intera giornata del 21 ottobre da USB, Unicobas e USI, hanno aderito anche il SI Cobas, l’ADL e la CUB Trasporti Lazio.

Lo sciopero vedrà una fitta rete di mobilitazioni, diffuse su tutto il territorio nazionale, che a Roma si congiungeranno senza soluzione di continuità con il “No Renzi Day” del giorno successivo.
Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, ha partecipato oggi alla conferenza stampa: «Rifondazione sostiene e partecipa alla mobilitazione dei sindacati di base del 21 ottobre e al No Renzi Day, sabato 22 ottobre, dalle 14 a piazza San Giovanni. Dobbiamo scendere in piazza contro questo governo dei poteri forti, per il NO al referendum costituzionale in primo luogo: non si capisce perché da una parte Renzi si dichiara contro l’Europa dell’austerità e dall’altra voglia abolire il Senato, indebolendo cioè il Parlamento, l’unico luogo in cui i trattati europei possano essere messi in discussione. Il NO del 4 dicembre serve a una sola cosa: a mandare a casa Renzi. Per questo sabato 22 ottobre serve la più larga mobilitazione possibile, così come il giorno prima, con lo sciopero generale. Al lavoro e alla lotta!». 

Tre i principali appuntamenti del mattino nella capitale: dalle 10.00 il presidio dei lavoratori della scuola sotto il ministero dell’Istruzione e quello dei lavoratori del trasporto aereo all’aeroporto di Fiumicino, T3 Partenze; un presidio generale presso il Ministero dell’Economia di Via XX Settembre, dalle ore 11.00. Queste mobilitazioni convergeranno poi in piazza San Giovanni, che per l’occasione sarà rinominata piazza Abd Elsalam, il lavoratore della logistica ucciso a Piacenza il 14 settembre scorso mentre svolgeva attività sindacale.
Dalle ore 16.00 partirà l’acampada di lotta nella piazza, che si trasformerà in un centro propulsivo di assemblee, dibattiti, concerti e spettacoli teatrali. Su “NO alla controriforma della Costituzione”, si confronteranno, fra gli altri, Ferdinando Imposimato, magistrato; Domenico Gallo, Magistratura Democratica, Carlo Guglielmi, avvocato del Forum Diritti/Lavoro; Lidia Menapace, partigiana; Fabrizio Tomaselli, USB, Fabrizio Burattini, Sinistra Anticapitalista.
Al dibattito “Unione Europea – Unione dei popoli o contro i popoli?”, interverranno Mauro Casadio, Coordinamento NO sociale; Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli; Franco Turigliatto, Sinistra Anticapitalista; Stefano Fassina, Sinistra Italiana; Eleonora Forenza, l’altra Europa con Tsipras; Giorgio Cremaschi, Forum Diritti Lavoro; Emidia Papi, USB; Paolo Ferrero, PRC; Luciano Vasapollo, Centro studi Cestes Proteo.
Numerosi gli speakers’ corner, fra cui ” Donne al lavoro” , per rappresentare le storie e le lotte delle donne.
Dalle 21.00 teatro e musica con Giordano De Plano; Assalti frontali, Banda Bassotti, Pugni in tasca, The Konspirators, Skasso e Rikom Carnera.
Dalla stessa piazza Abd Elsalam, alle 14.00 di sabato 22 ottobre, partirà il corteo della manifestazione nazionale “No Renzi Day”. Prevista, fra gli altri, la partecipazione dei lavoratori della Logistica di Piacenza, di una folta delegazione proveniente da tutta Italia della CISPM (Coalizione Internazionale Sans-papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo), del partigiano Umberto Lorenzoni, di Paolo Maddalena, vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale. Il corteo si concluderà in piazza Campo de’ Fiori.

Il corteo partirà da Piazza Abd Elsalam (appuntamento ore 14.00) verso via Emanuele Filiberto, via Labicana, piazza del Colosseo, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, via delle Botteghe Oscure, largo Argentina, corso Vittorio Emanuele, Campo de Fiori. 

Lo sciopero è indetto: per l’occupazione, il lavoro e lo stato sociale, contro le politiche economiche del governo Renzi dettate dalla UE; per la difesa e l’attuazione della Costituzione ed il NO al Referendum; per la scuola e la sanità pubbliche ed il diritto all’abitare; contro l’attuale sistema previdenziale e la controriforma Fornero, la riforma Madia, il jobs act, l’abolizione dell’art.18, la precarietà, l’attacco al Contratto nazionale; per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, per l’aumento di salari e pensioni, per il reddito, per la sicurezza sul lavoro e nei territori; contro le privatizzazioni, la deindustrializzazione, e per la nazionalizzazione di aziende in crisi e strategiche; contro la Bossi-Fini e il nesso permesso di soggiorno–contratto di lavoro; contro la guerra e le spese militari; per un fisco giusto senza condoni agli evasori; per la democrazia sui posti di lavoro ed una legge sulla rappresentanza che annulli l’accordo del 10 gennaio 2014.

Evento facebook

imgres

La mappa delle manifestazioni sindacali

Firenze: Manifestazione con concentramento alle ore 9.30 in piazza Beccaria

Milano:Manifestazione regionale lombarda a Milano con corteo da Piazza Cairoli – ore 9.30

Roma:- Presidio dei lavoratori della scuola presso il Ministero dell’Istruzione in Viale Trastevere – dalle ore 10 – Presidio generale presso il Ministero dell’Economia di Via XX Settembre – dalle ore 11- Presidio aeroporto Fiumicino – dalle ore 10 – Appuntamento per tutti dalle ore 16 in poi a Piazza San Giovanni con dibattiti, musica – sino alla manifestazione del giorno dopo che partirà proprio da Piazza San Giovanni alle ore 14.00

Torino: Manifestazione con corteo da Piazza Solferino alle 9.30

Napoli:- Presidio all’Interporto di Nola dalle ore 5.00 – Presidio dei lavoratori ex LSU e di tutti i lavoratori che vorranno partecipare a Piazza Municipio – dalle ore 11.00
Pisa/Pontedera: Manifestazione con corteo con Concentramento a Via Rinaldo Piaggio – dalle ore 8.00

Foggia: Presidio davanti alla Prefettura – dalle ore 10.00

Viterbo: 6 presidi che iniziano alle ore 10.45 in Piazza delle Erbe (punto di raduno), presso il Centro Commerciale Tuscia, Centro dell’Impiego di Via Cardarelli, Cittadella della Salute in via E.Fermi, piazza S. Faustino, Stazione di Porta Romana.

Novara: Manifestazione con concentramento in Piazza Cavour alle ore 8,30

Bari: Ore 10 sciopero sociale con concentramento in Piazza Umberto; Santeramo in Colle (Bari):Ore 10 corteo cittadino a Santeramo in Colle dei Lavoratori dei Comuni interessati dalla vertenza Natuzzi.

Bologna: Manifestazione con concentramento in Piazza dell’Unità alle ore 10.30

Vicenza:- Presidio davanti all’IPS ore 10.00 – Presidio davanti all’Ospedale ore 10.00 – Schio (Vicenza) Presidio Piazza Duomo ore 10.00

Genova: Manifestazione cittadina davanti alla Prefettura in Largo Lanfranconi ore 10.00

Potenza: Manifestazione regionale alla Giunta Regionale Potenza via Verrastro ore 10.00

Cagliari: Manifestazione in Prefettura ore 10.00

Catania: Manifestazione con concentramento a Piazza Roma alle ore 9,00

Lo sciopero avrà la seguente articolazione:
Pubblica Amministrazione: Agenzie Fiscali, Enti Locali, Ministeri, Parastato (Inps, Inail, Inpdap, Aci), Presidenza del Consiglio, Ricerca, Scuola, Università: intera giornata.
Sanità: da inizio turno del 21 ottobre a fine orario del turno serale dello stesso giorno.
Vigili del fuoco: Personale operativo turnista: dalle 09.00 alle 13.00;
Personale giornaliero o amministrativo: intera giornata.
Settore privato: intero orario di servizio.
I turnisti delle centrali di produzione elettrica e idroelettrica sciopereranno seguendo il calendario prestabilito secondo la legge 146/90
Trasporto Aereo: Personale navigante e operativo: dalle ore 00.00 alle ore 23.59 con il rispetto delle fasce e dei voli garantiti. Intero turno per i lavoratori normalisti o non operativi.
Trasporto Ferroviario:
Personale addetto alla circolazione: dalle ore 09.01 alle 17.00. Personale fisso: intero turno
Trasporto Marittimo:
Personale viaggiante: da un’ora prima delle partenze del 21 ottobre.
Personale amministrativo: intero turno
Collegamenti isole minori – Personale viaggiante: dalle 00.00 alle 24.00 del 21 ottobre.
Intero turno per il personale amministrativo
Trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica: intera giornata, articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce di garanzia, che variano da città a città.
ANAS: intero turno dalle 00.00 alle 24.00 del 21 ottobre.

Durante lo sciopero generale saranno garantiti i servizi minimi essenziali come da L.146/90.

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.