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Antirazzisti a Roma, ventimila in piazza

Roma, in ventimila al corteo contro il razzismo, per l’uguaglianza e i diritti per tutti

di Francesco Ruggeri

Alcune migliaia di persone, forse ventimila, hanno dato vita a Roma a un corteo contro il razzismo, partito da piazza della Repubblica e giunto a Vittorio Emanuele. Qui, dal palco ricavato dal cassone di un camion, si sono avvicendati interventi e testimonianze soprattutto di giovani di origine straniera a brani musicali. «Contro il razzismo, per la giustizia e l’uguaglianza», è lo striscione esposto sul palco, dalle associazioni rifugiati o richiedenti asilo, ong, studenti, sindacati e partiti: tutte le diverse realtà sociali che oggi sono scesi in piazza. «Migrare non è reato. Accogliere, non è reato. Povertà, non è reato. Solidarietà, non è reato. Dissenso, non è reato». Sono gli slogan ripetuti più volte nel corso della manifestazione. Tra bandiere, slogan e striscioni delle varie associazioni, come Arci e Cobas,  Rifondazione, Sinistra Anticapitalista, Fiom, Sinistra italiana, Baobab, Libera di Don Ciotti, Amnesty International, Medici Senza Frontiere, centri sociali, che hanno colorato il corteo, ad animare la manifestazione anche la musica e i balli dei manifestanti sotto il palco. Il corteo prima di giungere a destinazione, da piazza della repubblica ha percorso piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Merulana, viale Manzoni e via Emanuele Filiberto. Grande assente la Cgil. Vistosa la differenza tra la manifestazione di pochi mesi fa a Milano dove erano almeno cinque volte più numerosi a manifestare per le stesse ragioni. Cos’è accaduto nel frattempo? Oppure cos’è che non è successo? Qualcuno ha pensato che fosse troppo filogovernativa con quella piattaforma che rivendicava lo ius soli e l’abrogazione della Bossi-Fini come se Turco e Napolitano non fossero gli inventori di quei lager per migranti che hanno mutato nome, da Cpt a Cie e via dicendo, senza perdere un briciolo dell’orrore di luoghi di sospensione del diritto. Qualcuno deve aver pensato che il razzismo è una cosa brutta ma non si può disturbare manovratori incapaci di una legge umana come lo ius soli temperato. Alla fine il bilancio è a mezze tinte e resta la speranza che possa essere solo l’inizio dell’autunno. Alcune di queste energie potrebbero scendere in piazza negli scioperi generali convocati dal sindacalismo conflittuale in due date distinte, il 27 ottobre e il 10 novembre, con una manifestazione contro il governo promossa per l’11 del mese prossimo. Ma anche quelle piazze resteranno prevedibilmente appannaggio di cartelli ristretti e competitivi fra loro. Ecco il servizio fotografico di Andrea Zennaro.

 

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