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Homeconsumare stancaA Piacenza tornano i Vignaioli Indipendenti 

A Piacenza tornano i Vignaioli Indipendenti 

Sabato 24 e domenica 25 Mercato dei Vini a Piacenza Expo: oltre 600 vignaioli racconteranno il loro vino.

 

C’è da scommettere che anche quest’anno i Vignaioli Indipendenti, ovvero i produttori che seguono l’intera filiera vitivinicola, dalla vigna alla cantina, faranno il tutto esaurito al Mercato dei Vini a Piacenza Expo, sabato 24 e domenica 25 novembre. 

E tutto sembra pronto per soddisfare ogni palato: gli spazi espositivi sono aumentati e raggiungeranno i 13.000 metri quadri, i vignaioli saranno 600 provenienti da ogni parte di Italia e porteranno in degustazione più di 2.500 vini, mentre gli artigiani del cibo saranno 20. Numeri in crescita dovuti anche al successo della precedente edizione che ha registrato 15mila ingressi, un segnale di indiscutibile interesse da parte del consumatore che, sempre più spesso, vuole sapere chi e cosa c’è “dietro” la bottiglia.

“Siamo convinti che il successo crescente del Mercato – ha dichiarato la presidente FIVI Matilde Poggi – sia la diretta conseguenza della credibilità che ci stiamo guadagnando a livello istituzionale, in Italia come in Europa. Abbiamo le scarpe grosse e il cervello FIVI, le mani nella terra e la testa rivolta a una causa comune”.

Diversa è invece, molto spesso, la “linea” della Commissione Europea, che non sempre adotta politiche comunitarie che tutelano la qualità del prodotto. Giusto qualche giorno fa, la Commissione ha rettificato il testo del regolamento sul vino per assicurare l’indicazione di origine delle uve nelle bottiglie prodotte con vitigni internazionali (Chardonnay, Merlot, Cabernet, Sauvignon e Shiraz). La denuncia era partita dalla Coldiretti che comunque evidenzia come vada fermato il falso Made in Italy: “Una misura analoga deve essere adottata anche per gli spumanti generici dove viene indicato in etichetta solo il Paese dove avviene la spumantizzazione, ma non quello dal quale provengono le uve. Occorre impedire – sottolinea la Coldiretti – l’inganno dell’importazione di mosti e vini stranieri da utilizzare in Italia per la produzione di “bollicine” da vendere come Made in Italy, senza alcun legame con i vigneti ed il territorio nazionale”.

Matilde Poggi condivide la stessa preoccupazione: “Per i vini varietali, se passasse questa proposta, andrebbe indicato in etichetta solo il nome di chi ha confezionato il vino, quindi vini esteri verrebbero passati per italiani. La FIVI da sempre si batte per la difesa del territorio e per la valorizzazione delle varietà autoctone, che molto spesso sopravvivono solo per la tenacia dei piccoli Vignaioli”.

Anche quest’anno il programma è ricco e oltre agli stand, dove si può acquistare, sono previste quattro degustazioni: Vigne, uomini e territori, sui vini del Lazio; Anima trentina – dal Garda alle Dolomiti, un viaggio nella Nosiola; poi ci saranno due mini verticali di Barolo Bussia (Giacomo Fenocchio) e Barbaresco Basarin (f.lli Adriano) delle medesime tre annate, mentre Walter Massa, il vignaiolo che ha tolto dall’oblio e reso celebre il Timorasso, racconterà l’influenza di diversi metodi di chiusura sui suoi vini.

Il premio “Vignaiolo dell’anno” se lo aggiudica Giuseppe Fanti, vignaiolo del Trentino, che ha festeggiato da poco 90 anni e ha dedicato la vita alla vite e al vino. “Nella sua vita ha sempre fatto il Vignaiolo ed è stato un pioniere – fanno sapere dalla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti  – Nel 1971, quando il vino era venduto prevalentemente sfuso, cominciò infatti ad imbottigliare la Nosiola di Pressano nelle renane da 720 cc con il proprio nome. Ma è anche un uomo che ha sempre visto lontano come quando, in compagnia di pochi altri, fondò l’Associazione Vignaioli del Trentino”. 

Link al programma.

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