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Genova, il benvenuto dei camalli ai naufraghi dirottati da Salvini

Genova, striscione sulla Lanterna per accogliere i naufraghi in arrivo col pattugliatore dirottato da Salvini per il solito gioco sulla pelle dei più deboli

«Benvenuti»: dalla Lanterna, simbolo della città, lo striscione parla al mare e a tutta Genova. Sono stati i camalli, i portuali della Compagnia unica (Culmv) che  hanno fissato al vecchio faro, simbolo della città che si trova vicino a Calata Bettolo, uno striscione dell’arrivo, previsto per domani, del pattugliatore della Marina Militare Cigala Fulgosi che trasporta 100 profughi salvati nel mare della Libia. La Culmv è la stessa che dieci giorni fa ha bloccato l’imbarco di merci dual use nel porto di Genova sulla cosiddetta nave delle armi saudita Bahri Yanbu. Lavoratori, allergici alla guerra e al razzismo, l’opposto antropologico dei padroni, dei leghisti, della stessa giunta che governa città e regione e di quel premier che sbandiera il rosario mentre lancia anatemi contro l’umanità, parole di odio, di guerra ai poveri, di oppressione. E’ stato lui a dirottare il pattugliatore all’ombra della Lanterna per mettere in scena un teatrino atroce coi suoi partner di governo per smistare i naufraghi oltre confine: «Il mio obiettivo, quando questa nave arriverà a Genova, è di avere accordi con Paesi europei e con il Vaticano in modo tale che non ci sia solo un immigrato a carico e spese degli italiani».

«Stigmatizziamo la scelta del Governo di violare apertamente il diritto internazionale che impone di portare i naufraghi soccorsi nel porto sicuro più vicino e il più rapidamente possibile. Evidentemente la scelta di Genova, porto lontanissimo dal punto di soccorso è dettata solo da meri calcoli politici e propagandistici: prendere tempo per ricollocare le persone», scrivono in una nota Arci e Cgil Liguria, commentando la decisione di far approdare nel porto di Genova il pattugliatore. «Ancora una volta – si legge nella nota – il Governo gioca con la vita della persone. Comunque c’è un aspetto positivo: la conferma che i porti italiani siano aperti a tutte le persone. Da sempre affermiamo che il salvataggio in mare e la fase dell’accoglienza sono da tenere assolutamente distinte: il salvataggio delle vite umane deve avvenire sempre e senza discussioni mentre l’accoglienza va pianificata e gestita a livello europeo».

E’ stata composta la squadra del personale sanitario che assisterà i migranti che sbarcheranno dal Cigala Fulgosi che li ha salvati giovedì scorso al largo delle coste libiche. Le operazioni mediche, nella struttura allestita per le visite e le identificazioni a Calata Bettolo, saranno gestite dal personale Usmaf (Ufficio di sanità marittima e di frontiera) del ministero della Salute, che sarà supportato da due medici della Asl3 di Genova, dal primario del Pronto soccorso dell’ospedale Galliera Paolo Cremonesi, da un medico e un infermiere dell’ospedale pediatrico Gaslini. Tra i 100 migranti a bordo, 23 sono minori e 17 donne: tra queste alcune sono incinte e una è al settimo mese di gravidanza. Complessivamente, secondo quanto apprende l’ANSA, sono una ventina le persone che avrebbero bisogno di assistenza medica.

 

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