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Homeconsumare stancaLa patente. Piccola storia ignobile, ai confini della quarta età

La patente. Piccola storia ignobile, ai confini della quarta età

La discrezionalità della burocrazia. Vicenda kafkiana del rinnovo di un documento

Un Tazio, cardiopatico, s’avvede che la patente è scaduta, proprio il giorno del sessantesimo compleanno. Poco male, per rinnovarla basta andare in una qualunque agenzia di pratiche auto, autoscuola o filiale Aci e in poco tempo e spesa è fatta. Ma qui inizia una piccola odissea. Una piccola storia (ig)nobile, degna della novella pirandelliana, o meglio kafkiana.

Prima tappa

Gentilissima e piuttosto in carne, la signora dell’autoscuola spiega: lei è fortunato: il medico legale per la visita c’è domani. Venga alle 16, non oltre mi raccomando, altrimenti il dottore se ne va. Risolviamo tutto in una settimana, le viene 80 euro. Intanto facciamo la foto e avviamo la pratica.

Primo medico legale

L’indomani, il nostro si presenta puntuale con la documentazione sanitaria, tanto per scrupolo.

Il dottore casca dal pero. Ah, ma se ha avuto un infarto mica possiamo rinnovare la patente così, su due piedi, c’è bisogno del parere della commissione medica che si riunisce appositamente. Anzi, aspetti, mi faccia controllare meglio su internet. Ecco, sì, è come le dicevo, però qui leggo che se ha avuto un infarto da più di due anni – è il suo caso, no? – non è necessario, basta una dichiarazione del cardiologo di fiducia che certifichi il nulla osta alla guida, ovviamente se dagli esami effettuati risulta che è tutto a posto.

Ma gli esami li ho appena fatti, è tutto a posto. Ecco, vede?

Sì, però manca il nulla osta che le dicevo. Comunque, per sicurezza, m’informo meglio e le farò sapere attraverso l’agenzia. Magari ci rivediamo qui tra una settimana, intanto provveda pure a farsi fare il certificato dal cardiologo, con la dicitura che le scrivo qui, mi raccomando: “Non sussistono controindicazioni cardiologiche alla conduzione di autoveicoli”

Perplesso, il nostro cardiopatico chiede lumi a una seconda agenzia, dove lavora una conoscente.

Seconda tappa

Belloccia e gentile, l’addetta alle pratiche rassicura: ma no, quale attestato del cardiologo. È sufficiente che il medico curante certifichi lo stato di salute per ottenere il nulla osta, se è a posto coi controlli. Se lo faccia rilasciare e domani torni qui alle 15, anche prima se può, altrimenti dovrà fare un bel po’ di fila. In pochi giorni ha la nuova patente, sono 85 euro, foto compresa.

Rincuorato, il nostro cardiopatico si presenta dal dottore per farsi rilasciare il suddetto attestato.

terza tappa

Il medico curante è assente, c’è il sostituto. Gli esami però sono recenti, e tutto è a posto. Il dottorino scarica online l’apposito modulo e compila l’autocertificazione richiesta, alla modica cifra di 30 euro. Più che puntuale, il nostro si presenta, l’indomani, all’appuntamento in agenzia.

Secondo medico legale

Dottore, ecco l’esame cardiologico e l’attestato, come richiesto…

E chi gliel’ha richiesto, scusi? Nel suo caso non basta l’autocertificazione, serve il parere della commissione, questo certificato non vale niente. Il suo medico doveva saperlo, le ha preso dei soldi inutilmente. Fossi in lei me li farei restituire e lo denuncerei pure. Ma chi è il suo medico curante?

No, guardi, c’era un sostituto, giovane…

Un incompetente! Dia retta a me, se li faccia ridare. È incredibile come certa gente non sappia fare il proprio mestiere.

Lo sguardo corre all’addetta che, dietro al bancone, si mostra assai indaffarata. Vabbè, ma allora che devo fare, chiede il cardiopatico, qual è la procedura?

Vada sul portale della commissione e si prenoti per una visita, c’è un modulo da compilare online dove c’è scritto tutto, gli esami da fare e cosa portare.

Ma ci vorrà un sacco di tempo…

Eh, beh, i tempi sono lunghi e il portale è sovraccarico, ci vuole pazienza… Ora vada, avanti il prossimo

Sconcertato, il nostro cardiopatico ripassa accanto all’addetta che, colta da evidente rimorso, chiede alla titolare se si può fare qualcosa. Ovviamente no. Però, soffia all’orecchio del nostro, già sulla porta: guardi, io avrei anche lasciato correre, ma così… Però, dia retta a me, vada da un’altra agenzia senza dire nulla e vedrà che non le faranno storie, faccia così, stia tranquillo.

Tutt’altro che tranquillo, il nostro torna dalla signora in carne della prima agenzia per chiedere se, chissà…

Ritorno alla prima tappa

Guardi, lo dico anche contro i miei interessi. Se non dice niente nessuno le chiederà niente, la patente gliela rinnovano. Però se fanno dei controlli incrociati, e adesso li fanno, tempo qualche mese e dalla motorizzazione le manderanno una comunicazione, corre il rischio del ritiro permanente della patente. No, dia retta a me, le conviene passare dalla commissione, certo è un po’ lunghetta ma io non rischierei.

Ma come si fa? Anche solo per prenotare la visita in commissione è un impazzimento…

Ma non serve, va allo sportello della Asl, riempie un modulo ed è tutto. Può essere che in un mese o due…

Sempre più perplesso, il nostro s’avvia allo sportello di prenotazione della Asl, poco distante.

Quarta tappa

L’addetta allo sportello, è una mescola di piercing e sfumature di colore nelle chiome rasate, però disponibile e, pare, piuttosto competente.

Per il rinnovo della patente riempia questo modulo. Intanto vedo la disponibilità per la prima visita. Ecco, qui a Tor Marancia c’è posto per il 24 giugno, la prenoto?

Come? Ma è fra otto mesi…

Beh, sì, poi consideri che difficilmente passerà la prima visita in commissione. Potrà fare ricorso, ma ci vorranno almeno altri sei mesi, prima di una nuova visita… Poi, sa, anche se va tutto bene la patente gliela rinnovano a discrezione della commissione. Può anche essere per pochi mesi…

Ma così ci vorranno anni, ammesso che vada bene…

Eh, beh…

Ma scusi, mi levi una curiosità: se io rinnovo la patente e il giorno dopo mi prende un infarto, poi mi rimetto, posso girare in macchina per dieci anni e nessuno mi dice niente, ma se ho un infarto a ridosso della scadenza c’è questa trafila?

L’impiegata fa spallucce: questa è la prassi, cosa vuole che le dica? La prenoto ugualmente?

No no, grazie…

Atterrito più che perplesso, il nostro cardiopatico si vede privato dell’automobile, della libertà a vita. Pensa ai figli piccoli, alla madre anziana ricoverata in una struttura assistenziale a venti minuti di macchina: raggiungerla coi mezzi pubblici è una follia, mezza giornata di viaggio. Il mondo gli si spalanca sotto ai piedi. Così il nostro mette mano al telefono, compone un numero, spiega la situazione.

Un quarto d’ora dopo riceve un messaggio: chiamare subito un tale, titolare d’agenzia.

Il tale, già ragguagliato sui fatti, è un raggio di sole nel bujo: il nostro medico legale è in agenzia ancora mezz’ora, dice, se pensa di farcela bene, altrimenti gli dico di trattenersi.

Grazie davvero, arrivo subito con tutta la documentazione…

Se lo fa il medico è più contento ma non c’è bisogno…

Quinta tappa

Venti minuti dopo il nostro cardiopatico bussa alla porta dell’agenzia. Il socio del titolare, ipad alla mano, scatta la foto. La segretaria, una mora dal sorriso smagliante, lo fa accomodare al cospetto del medico.

Terzo medico legale

Guardi, questa documentazione è più che sufficiente, faccio fare una copia e la metto agli atti. Si sieda lì per la visita oculistica…

Ancora incredulo, il nostro cardiopatico storpia le lettere, viavia più piccine e sfocate. Sarà per l’emozione, ma gli tremolano sotto agli occhi… A, D, W, K…

Bene, bene. Vedo che lei aveva l’obbligo degli occhiali alla guida, non li usa?

Solo in certi momenti, dottore, balbetta il cardiopatico…

Non ce n’è bisogno. Intanto li togliamo, decida lei se metterli. Ecco fatto, vada pure.

Beh, dottore, che dirle, grazie, così mi ha pure ringiovanito…

Comunque tengo a precisarle che i colleghi hanno fatto benissimo a essere un tantino scrupolosi. Con tutto quello che succede…

Certo, certo dottore. Arrivederci, e grazie ancora…

Il sorriso della segretaria l’accoglie, smagliante come le sue forme. Prego, sono cento euro, passi pure a ritirare la sua patente fra tre giorni.

 

1 COMMENTO

  1. Classico esempio di emarginazione sociale dovuta all’età. So di decine di casi simili. Persino l’astronoma Margherita Hack fu costretta a rinunciare alla patente, anche se poi uno vede ultraottantenni ancora alla guida. Consiglio di mandare tutti a quel paese, rottamare l’auto e prendersi uno scooter elettrico che si porta senza patente, che può circolare sulle piste ciclabili, senza tassa di circolazione nè bollo, e anche se va piano che importa? Non si inquina e la benzina è un lontano ricordo.

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