lunedì 24 settembre 2018

La strada per l’Expo che sarà fatta dopo l’Expo

La strada per l’Expo che sarà fatta dopo l’Expo

A nord di Milano c’è un cantiere per una superstrada a 14 corsie. Inutile come ogni grande opera, costosa e dannosa. Porterà rumore, smog e trombosi. I cittadini si ribellano davvero, la Lega che governa fa finta

da Milano, Marco Panaro

progetto

S’infrange a Paderno Dugnano, comune di quasi 50mila abitanti a nord di Milano, il mito di Expo 2015 come evento in grado di lasciare in eredità opere pubbliche utili per i cittadini e il territorio. Qui, in verità, gli abitanti sono piuttosto preoccupati, perché ciò che si sta per realizzare in nome dell’esposizione universale è una superstrada a 14 corsie che nelle intenzioni della Provincia di Milano deve sostituire la provinciale 46 “Rho-Monza”.

Da tempo è attivo un comitato locale per sostenere che, se proprio quest’opera si deve fare, dovrebbe essere interrata, realizzata nel sottosuolo, giacché avere 220mila veicoli al giorno sotto casa non sembra un gran contributo alla qualità dell’ambiente e alla salute delle persone. Si sono documentati gli attivisti del comitato, hanno studiato documenti medico scientifici, e parlano di un aumento del 50% del rischio di trombosi, di una soglia di 162 metri di distanza dai grandi assi stradali sotto la quale aumentano le ospedalizzazioni e diminuisce la speranza di vita, di una rumorosità del traffico che per le abitazioni più prossime alla nuova arteria potrebbe arrivare a 73 decibel all’interno degli appartamenti.

Ma il tempo stringe, le aree di cantiere sono state recintate, decine di alberi sono già stati abbattuti e le ruspe mordono il freno. Per questo, sabato il comitato ha chiamato i cittadini a scendere in piazza e una manifestazione di oltre settecento persone ha attraversato il territorio comunale, soffermandosi nei pressi delle aree in cui lo scempio è già cominciato. Un corteo combattivo, che ha visto fianco a fianco giovani e anziani, mamme e bambini, sostenuto anche da alcune forze politiche: si sono visti, in particolare, M5s, Rifondazione comunista e Sinistra anticapitalista.

La Lega Nord, che governa la città insieme a Forza Italia e Fratelli d’Italia, si dichiara contraria al progetto della superstrada e favorevole all’interramento, ma in piazza non si è presentata e non perde occasione per attaccare il comitato che, a suo dire, dovrebbe “smettere di far politica”. Ma non sono in pochi a notare la contraddizione: se i leghisti a livello locale si schierano contro la mega arteria, resta il fatto che Roberto Maroni, segretario federale del partito, è anche Presidente di Regione Lombardia, ovvero dell’ente che più di tutti sostiene la necessità e la bontà di Expo 2015. E non sembra essersi speso per fermare la colata di asfalto che interesserà Paderno Dugnano.

Il paradosso è che l’opera, dal costo di 370 milioni di euro, non sarà affatto pronta per l’esposizione universale. La società Serravalle, concessionaria dei lavori, promette solo l’apertura di un primo breve stralcio prima dell’inizio dell’evento, e anzi ci tiene a precisare che durante il semestre di Expo i lavori saranno sospesi per non creare troppo intralcio alla circolazione. Ma allora, cominciano a chiedersi in molti, è proprio sicuro che questa superstrada, interrata o no, si debba fare? Tanto che uno slogan ricorrente su striscioni e volantini è: “Rho – Monza interrata o niente”.

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